Adriatico Mediterraneo Klezmer, Gianmaria Testa e Erri De Luca a Macerata il 1 dicembre 2007

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Gianmaria Testa è un musicista capace di oltrepassare le etichette, difficilissimo da definire perchè i suoi testi combaciano sulle sue musiche in maniera perfetta e indagano, scavano su temi profondi, importanti e scomodi. Lo abbiamo ascoltato in tanti a Macerata il 1 dicembre 2007 in un teatro Lauro Rossi pieno fin sul loggione. L’occasione speciale era la chiusura del festival “Adriatico Mediterraneo Klezmer 2007” per la prima volta in trasferta a Macerata. Quest’ultimo evento del festival diretto da Giovanni Seneca ha rappresentato la conclusione di un percorso iniziato nelle Marche, proseguito nei balcani e tornato a casa con la musica di Gianmaria Testa e con il suo ultimo lavoro, il disco Da questa parte del mare.

Sul palco oltre a Testa altri tre musicisti e una sedia vuota ad attendere la voce chiara e la presenza trasparente di Erri De Luca. La prima parte del concerto è scivolata sul mare tra alcune poesie lette da Testa e le canzoni migratorie dell’ultima sua fatica. Una freccia di memorie conficcata sulla coscienza sporca e dimentica degli italiani. La melodia che rincorre gli occhi bianchissimi di chi attraversa il deserto e il mare alla ricerca di una vita migliore e di questi alcuni (una barca su dieci) rimane impigliata nei fondali e con essa le speranze e le vite dei migranti.

Ad un certo punto, a concerto inoltrato Erri De Luca entra con passi discreti e con in spalla una chitarra acustica semplice. Questa sua presenza che si appropria della sedia lasciata vuota sul palco ha tracciato immediatamente una linea emozionale ben diversa perchè egli non si limita a leggere poesie ma suona la chitarra e canta anche bene accompagnando a  tratti la voce esperta di Gianmaria Testa. Anche io resto stupito, come tutto il pubblico, per questa sorpresa intima. Sembra infatti di ascoltare la musica di un appartamento, i musicisti, Testa ed Erri De Luca creano un’atmosfera domestica che ammansisce il pubblico, persino quello volitivo che si era organizzato con bottiglie di vino e bicchieri di carta da portare dentro il palchetto e consumare al buio.

Due bis hanno concluso lo spettacolo ufficiale poi mentre la gente abbandonava il teatro è stato splendido osservare la figura alta di Erri De Luca che con la chitarra in spalla usciva sul foyer e asoltava tutti e si fermava a scambiare due parole con chiunque lo fermava, a stringere mani, anche col sottoscritto che aveva necessità di ringraziarlo per il libro Tre cavalli dal quale liberamente nacque la poesia “Capovolgo la cartina del mondo”.

Gianmaria Testa e Erri De Luca a Macerata, di sera, a teatro per dimostrare che questa provincia è così piena di bellezze e eventi da far invidia. La qualità della vita dipende anche da queto. Qui in mezzo a tutta questo bello si vive bene, bisogna rendersene conto.

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