La Sinistra, l’Arcobaleno

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Due giorni romani per la nascita di un percorso importante, qualcosa che in Italia in molti aspettavano, una sinistra plurale, sinistra vera, aperta ai movimenti con dei padri (Gramsci e Berlinguer) e dei maestri (Pietro Ingrao) da seguire e gli occhi obbligatoriamente fissi sul futuro. E’ l’ultima possibilità; che questo sia ben comprensibile a tutti. La via che alla nuova fiera di Roma si è scelto di intraprendere era, in questo periodo storico, l’unica possibile. Ci sono quattro partiti a promuovere questo nuovo soggetto politico ma con essi c’erano e dovranno esserci sempre le associazioni, i movimenti, i singoli cittadini.

Ora c’è anche un nome e sembra un bel nome. La sinistra, l’arcobaleno. C’è una idea alta della politica che non deve essere tradita, se ciò avenisse sarebbe letale, anche per me. Perchè bisogna credere nella possibilità di cambiare il corso delle cose, perchè bisogna combattere il diffondersi di un nichilismo capace di desertificare ogni spazio di discussione, ogni volontà di cambiamento. Bisogna opporsi anche ad una restaurazione che un certo cattolicesimo dominante sta portando avanti con solerzia. L’ultima enciclica di Benedetto XVI dichiara fallimentari le idee dell’illuminismo e del marxismo. Come se due secoli e passa di storia e di pensiero non siano esistiti.

Ora più che mai serve ergersi contro la politica dell’opportunità; ho le scatole piene anche di quelli che predicano bene e razzolano male, ho le scatole piene di un contesto sociale dove la precarietà obbliga a non creare famiglie. Serve una rivoluzione culturale apparentemente impossibile ma serve credere oltre le apparenze. Serve ricominciare ad utilizzare la parola speranza.

Dobbiamo avere la forza e la costanza di parlare perchè ogni qual volta si sceglie di tacere un’ingiustizia viene commessa; arriverà un momento, spero presto in cui anche io avrò necessità di dire tante tante cose sul mondo reale che si muove inotrno a me, sul mio contesto lavorativo, sulle finte promesse, sulle falsità, sulla malafede, sui preconcetti.

Mi rendo conto che sto scrivendo in maniera sconclusionata ma giuro che sono tanto arrabbiato da tanto tempo e sento. Se questa volta, ciò che di buono è stato detto in questi due giorni romani durante la nascita de “La Sinsitra, l’Arcobaleno”, non prende forma concreta, se non si ascoltano le parole di Pietro Ingrao, se non si sceglie una struttura diversa di soggetto politico (la partecipazione è la parola chiave), se non ci si adopera verso una redistribuzione dei redditi equa, se non si afferma che l’onestà è il valore primo e la questione morale essenziale per la vita di un paese, se non si agisce in questa direzione possiamo tranquillamente riporre tutte le bandiere nel cassetto e con esse Bella ciao, Il quarto stato, i film di Ken Loach, le poesie di Neruda. Ora o mai più.

La verità prima o poi verrà a galla

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