Rampe per alianti alla Libreria Arcobaleno di Civitanova Marche il 16 dicembre 2007

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In un pomeriggio domenicale freddo come solo a dicembre può essere mi sono riscaldato col calore colorato della libreria Arcobaleno www.libreriarcobaleno.it  di Civitanova Mrche dove il 16 dicembre è stato presentato Rampe per Alianti. Con le proprietarie della libreria ne parlavamo da un bel po’, da loro il libro va abbastanza bene, cioè vende qualche copia in più rispetto alla media nonostante sia ormai uscito da più due anni. In verità una presentazione civitanovese già era stata fatta presso la biblioteca comunale Zavatti ma un’altra non fa certo male.

La libreria Arcobaleno, come spesso accade, si è andata riempiendo piano piano e alla fine un pubblico attento e coinvolto ha assistito a questa presentazione, in verità, assai piacevole. Roberta Rebori, proprietaria e animatrice della libreria insieme a Grazia, ha chiesto con simpatia che venisse letta la poesia intitolata Le scarpe; una delle più datate del libro come stesura che, tra le altre cose, scrissi a pochi chilometri da Civitanova e cioè a Porto Sant’Elpidio dopo una noiosissima serata in un pub scuro e fumoso.

Tra una lettura e l’altra si è parlato di etica della poesia, di editoria di qualità e onesta (era presente come spesso accade ultimamente Rocco Marcozzi della casa editrice Wizarts www.wizarts.it ) e di svalutazione della poesia: quel fenomeno che secondo me è in corso a causa della diffusa e negativa pratica dell’editoria a pagamento. Certo la poesia non ha un mercato ma se gli editori si ostinano a pubblicare qualsiasi cosa basta che si paghi senza dubbio la quantità dei libri di poesia pubblicati ad uso e consumo dei parenti dei sedicenti autori continuerà a moltiplicarsi (bisognerebbe chidere agli autori quanti libri di poesia contemporanea leggono all’anno). Con il moltiplicarsi delle pubblicazioni e senza nessun filtro critico automaticamente sugli scaffali delle librerie può arrivare di tutto e spesso capita al lettore di ritrovarsi tra le mani e magari (purtroppo) acquistare un libro di poesie non degno di essere definito tale.

Da qui, forse, deriva anche la non esistenza di un mercato editoriale della poesia. Da qui magari si potrebbe partire insieme ai poeti veri, insieme agli editori onesti e alle librerie lungimiranti per una piccola ma significativa modifica su come la poesia in Italia è ora percepita. Come sempre dalla provincia di Macerata qualche segnale in questo senso viene lanciato, come ad esempio la proposta che lancio ai proprietari delle librerie: Quando viene un autore a portarvi i propri libri in conto vendita pubblicati a pagamento chiedetegli come garanzia di qualità che acquisti un libro di poesia contemporanea e che lo legga. E’ una provocazione giusto per riflettere.

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