Presentazione del numero 9 del Nostro Lunedì, Ancona Ridotto delle Muse 21 dicembre 2007

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C’erano quasi tutti ad Ancona per la presentazione del numero 9 (il decimo tenendo conto del numero 0) del Nosto Lunedì, bellissima rivista curata dal poeta Francesco Scarabicchi e pubblicata dal Comune di Ancona. Il ridotto delle muse era affollato in ogni ordine di posti per dare il benvenuto a questo numero speciale della rivista tutto dedicato alle eccellenze artistiche delle Marche. Scarabicchi ha inizialmente introdotto la rivista supportato dalle voci istituzionali tra cui quella dell’editore, il Comune di Ancona, per il quale era presente l’assessore Pierluigi Fontana.

Dopo le parole formali e di rito un bel numero di artisti, poeti e musicisti si sono susseguiti al microfono suonando, leggendo, raccontando di un esperienza artistica unica e densa, imprevedibile e altissima come quella marchigiana. Grande impressione hanno fatto le performance musicali dello storico gruppo jesino “La Macina” così come forte interesse c’è stato per tutti i musicisti che si sono alternati sul palco tanto da finire col cimentarsi in una divertente jam sessions a metà appuntamento.

In questo numero 9 della rivista sono presenti testi delle più importnati figure della poesia marchigiana contemporanea; molti erano presenti. Alcuni a me molto vicini come Cristina Babino e Gianluca Fusari, altri con i quali condivido ormai da anni un continuo seppur saltuario confronto come Elena Frontaloni, Massimo Gezzi, Franca Mancinelli, Francesco Scarabicchi (ovviamente) e Luigi Socci. Alcuni altri sono per me nuove conoscenze ma fin da subito hanno mostrato volontà di dialogo e interesse reciproco: Alessandro Catà, Massimo Raffaeli, Adelelmo Ruggeri e Norma Stramucci. Infine alcune assenze giustificate come quella di Luigi Di Ruscio che vive in Norvegia a Oslo e molte ancora poco comprensibili. Certo è che nell’ottica della discussione sulla mancanza di maestri per questa nuova generazione di autori (quella di cui faccio parte) queste assenze sanciscono un’ulteriore avvalorarsi della tesi. Sarebbe stato importante confrontarsi ma sembra di avere a che fare con un muro di gomma, o più semplicemente con l’inclinazione esclusivamente intima e singola di chi, poeticamente ci ha preceduto; fatte salve le solite sante eccezioni.

Ho avuto occasione di scambiare due parole con molti dei presenti; graditissime quelle con il pittore Walter Angelici e con l’assessore Pierluigi Fontana col quale abbiamo ricordato i vecchi (manco tanto) tempi del comune impegno politico; altrettanto interessanti sono stati i minuti che ci siamo dedicati con Luigi Socci, Massimo Gezzi e Franca Mancinelli. Poi essendo allo stesso tavolo con Adelelmo Ruggeri, Norma Stramucci ed Elena Frontaloni è stato inevitabile approfondire appena un po’ di più qualche argomento.

Con Gianluca (Fusari) abbiamo avuto il tempo giusto di salutarci ma essendo lui il padrino di mio figlio e tanto tanto tanto altro non credo che sarà poi così difficile parlarci a breve, anche se mi è parsa un po’ surreale la quasi stretta di mano che c’è venuto da scambiarci in un ambiente così formale e al quale siamo così poco abituati. Sembrava quasi che dovessimo giustificarci per essere lì insieme.

Altri passaggi importanti li meritano: Francesco Scarabicchi per la sua grandissima umanità, per il suo talento, per la sua capacità di cogliere tanto futuro e per il suo essere differente rispetto a molti della sua generazione, è questa differenza che lo avvicina più ai maestri rispetto a tutti gli altri; Lucilio Santoni che pur essendo al mio stesso tavolo, pur avendo letto parecchi dei suoi scritti, pur avendolo sentito leggere in teatro, pur avendo visto un suo documentario in video, un suo testo rappresentato e pur avendo un bel po’ di amici in comune… insomma non ci siamo parlati o almeno conosciuti e spero che presto possa accadere; Cristina Babino per la quale ormai non servono più parole ma solo sentimenti e sorrisi e sguardi; il tetto del teatro delle Muse sul quale siamo saliti io Cristina e Sara e dal quale abbiamo osservato Ancona gelida, illuminata e segreta. Per ultimo voglio ricordare Antonio Santori, poeta marchigiano, morto quest’anno a 46 anni, al quale Nostro Lunedì numero 9 è dedicato e col quale non condividevo nulla se non la passione per la scrittura; ma quando muore un poeta egli manca a tutti, anche a me.

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