18 febbraio 2008 quarta serata della tribù dedicata ai sensi

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Il 18 febbraio in una serata speciale deidicata ai sensi si è svolta la quarta serata della Tribù dalle pupille ardenti; stavolta sarà stato il freddo, o chissà cos’altro eravamo soltanto in 12 ma ci siamo divertiti molto lo stesso. Per l’occasione volevo stimolare tutti e cinque i sensi dei presenti e così mi sono dotato di attrezzatura varia a raggiungere tale fine. Un cd con la registrazione di uno spettacolo teatrale strepitoso intitolato Alice underground che avevo visto qualche anno fa a Polverigi (udito), un barattolo di Nutella con cucchiaini per la degustazione (gusto), un campioncino di profumo elemosinato nel pomeriggio in una profumeria e il mio doccia schiuma dell’Occitaine alla vaniglia comprato quest’estate a Salisburgo (olfatto), un mini binocolo acquistato da una bancarella di russi qualche anno fa (vista) e dieci paia di guanti di vinile (tatto).

A turno tutti e 12 i partecipanti hanno fatto l’esperienza sensoriale legata agli oggetti (Lara Lucaccioni però non ha gustato la nutella) e la confusione nel rimestare le esperienze è stata anche molto divertente, ha confuso le carte precostituite della poesia e ha reso tutti visibilmente allegri. Abbiamo fatto persino degli esperimenti “estremi” come quello di bendare Marco Di Pasquale e poi gli abbiamo chiesto di riconoscere alcuni della tribù dandogli la mano come si fa quando ci si presenta. Obiettivamente è stata una serata confusionaria ma divertente, con due nuovi arrivi che si sono subito ambientati e hanno partecipato di buon grado a questo esperimento. Mentre ci si scambiava gli oggetti per fare le cosiddette esperienze sensoriali si discuteva anche appassionatamente sulla questione dei sensi, abbiamo appurato a maggioranza che, tra i cinque, il senso di cui si può fare a meno è il gusto. Io e qualcun’altro non la pensavamo così.

Abbiamo anche fantasticato su un possibile senso da aggiungere alla lista dei cinque e allora qui sì che c’è stato da ridere: qualcuno ha optato per l’invisibilità, altri per il volo, altri per la premonizione, altri ancora per l’obiquità e le battute ogni volta si sono sprecate. Alla fine si è anche scritto, come accade sempre durante le serate della Tribù e le poesie hanno preso il sopravvento, belle, alte, discusse, amate e lette per condividere oltre che i sensi anche il piacere della poesia stessa. In fondo ma proprio in fondo ho stretto un bel po’ di mani e ricevuto qualche bacio sulle guance a festeggiare i miei 37 anni tutti di corsa.

(LORETTA GRASSETTINI)

Infilami come perline

tante sono

quante fingerò di essere

Quando t’annuso

a sentire che sei

e tocco

disegnandoti in braille.

Un muro

che mi rimbalzi

se implodo

o ingoio in giro vorace.

Chiudimi

stretto

se questa tensione

a stendere

tiene

il mio svanire.

 

NELLA RARITÀ DELLE IDEE (MARCO DI PASQUALE)

ho conosciuto mani invecchiate

nell’intervallo di sfida

una tenda spessa che chiude

al giorno che frigola fuori

smarrito tra le dita il gusto

di delinearmi in luce

e nel buio delle onde residue

che incidono ancora la stanza

represso la rarità delle idee

nelle macchie degli occhi

no

respinto all’orlo

ogni scampolo

tagliato lungo il tratto

della cecità

sebbene la lacrima tenti

sulla strada pietrosa

discendente nell’ansia

boschiva di un sonno tremato

rapinato a colmo del vuoto

 

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