Poesia di Classe, 5 marzo 2008 il primo incontro con la IV Servizi Sociali dell’IPSIA di Corridonia

200px-p_p_pasolini.jpg 

C’é sempre un percorso da fare per arrivare alle esperienze e questo di cui sto scrivendo è cominciato qualche mese fa e non è stato privo di ostacoli o imprevisti. Quando Valerio Cuccaroni mi scrisse dicendo che l’associazione Nie Wiem stava portado avanti l’dea di una serie di laboratori di poesia nelle scuole della Marche tenuti dai giovani poeti fui subito entusiasta e l’adesione fu praticamente immediata, poi con il passare del tempo e qualche riunione ho intuito che non è così facile convincere gli addetti ai lavori che la poesia contemporanea, per essere apprezzata, necessita di un confronto nuovo e diretto anche nelle scuole.

Inizialmente la mia idea era quella di svolgere il laboratorio in un liceo ma per svariati motivi che non mi sembra opportuno elencare qui la cosa non si è fatta e a quel punto mi è venuta voglia di portare avanti questa eserienza in una scuola che con la poesia avesse poco a che fare, una di quelle scuole che spesso vengono definite, secondo me a torto, border line. Ma io non sono attendibile in questo senso perchè non essendo un professore non ho in mano la situzaione reale del vivere quotidinamente in una scuola così la scelta è caduta sull’IPSIA di Corridonia per un semplice motivo romantico, quello che la poesiaè un linguaggio che può farsi amare da chiunque, basta avere la vogliaa di farla passare ogni volta come un evento straordinario. Cioè dire semplicemente la verità.

Così è accaduto che la mattina del 5 marzo 2008 alle ore 11,30 sono entrato nel IV servizi sociali di un Istituto Professionale. Una classe composta da sole donne e questo è un mio piccolo rammarico in quanto non credo che la sensibilità sia una prerogativa femminile e così anche l’interesse per la poesia. Ma così ha voluto il destino. Le diciannove ragazze presenti quel giorno nei minuti iniziali mi osservavano con una certa curiosità, con il fare menefreghista e spavaldo tipico di chi a diciassette anni deve inquadrare il soggetto che ha davanti.

Ho avuto necessità di rompere il ghiaccio e il modo migliore che conosco è quello di raccontare una storia che ha a che fare con la poesia e con l’arte in genere. Ho raccontato quindi la vicenda assai conosciuta ma sempre molto coinvolgente dell’incontro parigino tra Anna Achmatova e Amedeo Modigiliani e delle famose rose rosse che la poetessa russa sparse sul pavimento della casa di Modì senza essere entrata. A questo punto mi sono accorto che tutto andava per il meglio, le ragazze erano interessate alla storia. La poesia va raccontata, soprattutto a chi ci si avvicina per le prime volte e non smetterò mai di ribadirlo.

A seguire sono arrivate le presentazioni e ho scelto di applicare il famoso metodo della scrittura creativa legata al “Chi sono io”. In venti minuti circa, la classe si è cimentata in un esperimento di scrittura, forse il primo della loro vita, culminato con la famosa scelta se leggere in pubblico ciò che avevano scritto o se gettare via il testo perdendolo per sempre. Ho assistito ad una lunga teoria di foglietti gettati nel dimenticatoio (l’angolo della poesia) ma qualche miracolo è accaduto e tre ragazze hanno scelto di condividere con la classe il loro testo. Tre su diciannove potrebbe sembrare poco ma era la prima volta, la prima volta che tentavano di scrivere una poesia, la prima volta che dovevavo leggere davanti ad altre persone questa poesia. Senza parlare del tempo risicato. Comunque sia è andata bene. Bene anche quando ho chiesto ad ognuna di loro di fare dei nomi di poeti e allora si sono materializzati i grandi: Dante, Manzoni, Leopardi; ma anche altri: Pavese, Tasso, Quasimodo fino a Neruda. Non è terra arida, è solo poco coltivata. Infine l’ultima parte dell’incontro è stata deidicata alla lettura della poesia al ragazzo Codignola di Pier Paolo Pasolini, un testo assai adatto ad un incontro del genere, dove i rapporti intergenerazionali vengono osservato con rassegnazione. Pasolini come spesso accade aveva visto ben oltre il suo tempo ma le generazioni possono anche incontrarsi se c’è la volontà da parte di entrambi. In ultimo la dimostrazione lampante della positività di questa esperienza.

CHI SONO (Fanny Petrolati)

Difficile dire chi sono veramente
ancora non lo so probabilmente,
una persona consapevole

di ciò che vuol essere realmente.
Chissà se basterà 

per far intendere?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: