Traiettorie Esistenziali, Cagliostro e Prosperi alla libreria Arcobaleno di Civitanova 9 marzo 2008

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Con un pizzico di ritardo dovuto al traffico caotico di Civitanova, soprattutto la domenica, sono arrivato alla libreria Arcobaleno dove si è tenuta la terza presentazione, dopo Tolentino e Urbisaglia del libro Traiettorie esisteniziali di Antonio Prosperi e Cagliostro. La libreria era affollata e a fatica mi sono fatto avanti per raggiungere i due amici artisti e Guido Raparo, artista e critico d’arte che ha aperto la serata con una apprezzata, dettagliata e anche provocatoria presentazione dell’arte pittorica di Claudio Staffolani in arte Cagliostro. Mentre Raparo parlava mi sono avvicinato silenziosamente ad Antonio Prosperi che mi ha accolto rassicurandomi rispetto al ritardo che in fondo era di pochi minuti.

Raparo ha spiegato al pubblico che l’arte di Cagliostro è scevra da compromessi, non deve essere comprata, non sta sul mercato e quindi totalmente libera, ha raccontato un po’ di storia dell’arte del secondo ‘900 maceratese e ricordato che da qualche anno si è creato grazie all’artista e animatore culturale Silvio Craia, un importante gruppo di artisti del quale Cagliostro fa parte. Al termine del primo intervento il caro Antonio mi ha introdotto ed io ho cominciato a parlare della sua poesia, stavolta ho voluto soffermarmi sullo stile, sulle forme di linguaggio presenti in Traiettorie esistenziali e accennare ai miglioramenti costanti nella struttura del verso di Prosperi.

Nel mentre Cagliostro ha impiantato su due cavalletti un tavolo di pittura con tanto di colori, pennelli e cartoni sui quali dipingere in quello stesso momento e mentre le parole continuavano a fluire lui, quasi estraniato, passava i suoi colori che si facevano arte, con le striscie di rosso, di blu e schizzi di giallo sul cartone nero. Oppure arcobaleni impossibili di bianco e rosa e nero, il nero di cagliostro, su cartoni gialli. Il pubblico un po’ ascoltava ma soprattutto osservava il creare.

Alla fine mentre Antonio Prosperi leggeva una poesia tratta dal libro e la dedicava a Riccardo, Cagliostro ha cominciato a tagliare con le forbici le sue creazioni e a farne tanti tasselli dove la forma perdeva di significato e ciò che rimaneva era colore, colore su tutto per rivendicarne l’importanza, l’essenzialità. Ad operazione completata, quando i quadri hanno smesso di esistere Cagliostro ha offerto ai presenti i suoi spicchi d’arte che sono andato, ovviamente a ruba. – Fatene l’uso che volete, dei segalibri.. – ripeteva a tutti coloro che s’impossessavano dei frammenti e in questa sua generosità e nella modestia di Prosperi che io vedo l’arte.

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