Poetry Slam a Monte San Giusto 3 aprile 2008

Negli ultimi quattro anni ho partecipato a tre poetry slam, tre anni fa a Senigallia e sono arrivato ultimo, due anni fa a Falconara sono arrivato ultimo poi finalmente c’è stato questo di Monta San Giusto che si è svolto al teatro Durastante la sera del 3 aprile all’interno del Festival Poesia in vita organizzato dalla Provincia di Macerata e curato dal valente direttore artistico Sergio Carlacchiani. Questo poetry slam a differenza degli altri due era di un certo valore dato che vi partecipavano alcuni tra i migliori slammer italiani, quelli del circuito di Lello Voce per intendreci, tipo: Sara Ventrone, Sparajurij Lab, Silvia Salvagnini, Luigi Nacci, Adriano Padua e il nostro Luigi Socci. Oltre a questi c’erano anche Natalia Paci, Lara Lucaccioni, Barbara Coacci e il sottoscritto. (mi sono dimenticato qualcuno?).

Come spesso capita in queste occasioni sono, per via della sorte, costretto a leggere tra i primi e infatti così è stato anche stavolta dato che per prima ha letto Silvia Salvagnini che poco prima dell’inizio dello slam ad una mia battuta forse poco felice sulla possibilità attraente di morire sul palco (come cantava Dalida) mi ha inondato con strani gesti delle mani tipo corna, dito medio e cose del genere. Bo! Sarà l’età! Comunque dopo di lei per motivi alfabetici è toccato a me. Mentre Lello Voce, il presentatore di slam più importante d’Italia, nonchè importatore e padre putativo di tutti gli slam del bel paese, mi presentava mi sentivo un po’ agitato direi intimorito. Eppure a me lo slam diverte. Comunque sia ho letto un unico testo e cioè Immigranti che resta sempre una poesia molto poco ardita nel linguaggio, comprensibile e di solito tocca qualche corda.

Ho Letto affannato, di questo sono certo, però sentivo che in un qualche modo la platea, comunque numerosa, mi stava ascoltando. Alla fine quasi senza respiro e non so spiegare perchè ho accolto con soddisfazione l’applauso. Freddino direi. Anche qualche buu, qualche fischio e uno o due bravo urlati da qualcuno della Tribù, fortuna la Tribù. Lello, anche lui freddino direi, ha dato il via alla votazione e la giuria ha espresso con piglio il suo sacrosanto giudizio: seivirgolasei, quattro, sette, sette e otto. In fondo non male. Comunque il seivirgolasei è arrivato dritto dritto da una seguace degli anconetani in trasferta e quindi ringraziamo il cielo. i due sette da due giurati più o meno normali, l’otto da una signora sui quarantacinque, il quattro è giunto velocissimo e dritto da un tipo sui vent’anni anni molto heavy metal versante trash (uno che mesà che sente i pantera, gli slayer e po esse pure gli Anthrax). Aveva una faccia simpatica però e i capelli rasati ai lati e lunghissimi dietro. Chissà se il suo voto sarebbe cambiato se avesse saputo che ho visto due volte dal vivo i Faith No More, che una volta ho visto i Metallica e che un’altra i Sound Garden. Magari potevo indossare la mia mitica maglietta acquistata a New York “Masturbation is not a crime” e invece che la giacca una camicia di flanella a scacchi tipo Grunge.

Va be’ per farla breve togliendo il voto più alto e quallo più basso ho raggiunto un dignitoso ventivirgolasei che in fondo non m’ha poi avvelentato anche se durante le altre letture il caro Lello dall’alto del palco si è rivolto a me chiedendomi ironicamente o no, non lo conosco così bene da poerlo capire, se ero preoccupato. Bè, era una domanda retorica, da palco, che non consente risposte, in relatà ero davvero preoccupato. Pensavo alle cose che avevo da fare la mattina dopo e tra queste c’era farmi la doccia, andare a fare le prove dal maestro Bragaglia per lo spettacolo del 7 aprile, pagare trecentocinquantaquattro euro per la tassa sui rifiuti non pagata negli anni scorsi e via dicendo.

Alla fine della kermesse poetico competitiva a vincere è stato il bravo Luigi Nacci che legge che pare Rosaria Lo Russo, ma proprio uguale. Seconda è arrivata la nostra superstar dello slam (ahimè accolta con apprezzamenti non proprio consoni) Natalia Paci e terzo è arrivato il mitico Luigi Socci che purtroppo senza l’asuilio degli occhiali 3d non si è potuto esprimere al meglio. A raccogliere gli applausi siamo saliti tutti e dieci sul palco (undici perchè Sparajurij Lab ne sono due) ed è stato cosegnato l’assegno di trecento euro al vincitore. Io mi sono accontentato dei complimeti del giovane assessore Roberto Spinelli che ha voluto persino che gli regalassi la poesia che avevo letto. Detto, fatto.

In ultimo man mano che il teatro si svuotava mi sono allontanato anche io, preoccupato e senza tanta voglia di andare a cena, così ho declinato il gentile invito del buon Sergio Carlacchiani e mi sono fermato un attimo nella piazza vuota di Monte San Giusto a parlare con Matteo Chiurchiù e Fabio Biselli di poesia, di fascisti, di no flying zones e di ricordi. Per la giusta cronaca anche stavolta sono arrivato ultimo. Ma il poetry slam è un gioco, un divertente passatempo, un modo nuovo per diffondere la poesia e avvicinare i giovani. Viva il poetry slam.

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3 Risposte to “Poetry Slam a Monte San Giusto 3 aprile 2008”

  1. Lucia Says:

    Forse servivano più vecchi per farti zompare in avanti di qualche posizione…
    a me, de toute façon, la tua poesia è piaciuta.
    è stato il mio primo poetry slam, e mi è piaciuto molto
    anche se, riflettendo – dopo le parole di qualcuno – la poesia va letta da soli.
    Apprezzo la declamazione perché senti le parole vive, come il poeta te le vuole mandare.
    Ma leggerla e rileggerla è un’ altra cosa.

  2. alessandroseri Says:

    Cara Lucia, condivido sull’esigenza che ha la poesia di essere letta e metabolizzata. Apprezzo decisamente anche coloro che trovano nuove forme come il poetry slam per rendere la poesia fruibile. Sulle mie posizioni in classifica direi che vanno bene anche così. Forse sono io che to diventando vecchio per gli slam anche se socci è più vecchio di me. A volta penso che più del testo conti se uno ti sta simpatico a pelle oppure no e normalmente io sto molto antipatico a pelle. Poi conoscendomi miglioro per alcuni peggioro per altri. Grazie dei tuoi passaggi. Hai cominciato a leggere i figli della mezzanotte?

  3. Lucia Says:

    mi dispiace… avevo detto che sarebbe stato difficile, visti i miliardi di impegni e i tanti libri da leggere; ma porterò una torta indiana per la serata, se riesco.
    E comunque, quando dicevo che servivano più vecchi (forse il messaggio era un pò recondito) intendevo dire che la tua poesia sarebbe stata apprezzata da persone più annose, perché trattava di un tema particolare e forse non ha toccato le corde del cuore di tutti…

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