Esiste il tempo, 7 aprile 2008 al Teatro Lauro Rossi di Macerata

Il 7 aprile del 2008 ho calcato da poeta le tavole nere del palco del teatro Lauro Rossi. E’ successo perchè Sergio Carlacchiani qualche mese fa mi ha proposto di inventare qualcosa per la rassegna Poesia in vita che cura per la Provincia di Macerata. Ed è stato sempre Carlacchiani a propormi la collaborazione con il musicista Paolo Filippo Bragaglia, uno dei maggiori esponenti della scena elettronica italiana. Di Bragaglia me ne aveva già parlato più che bene la carissima e grandissima pittrice Francesca Gentili e così la collaborazione è stata immediata e totale. Mi sonon trovato benissimo a collaborare con un musicista di spessore come Bragaglia. Tutto è filato liscio fina dal primo incontro.

Abbiamo cominciato a lavorare scegliendo i testi, che comunque in larghissima parte sono quelli che già utilizzo durante le letture con le tre musiciste con le quali già collaboro (Alessandra Tamburrini, Laura Tamburrini e Claudia Piccinini). Una volta definita una specie di struttura narrativa abbiamo avuto l’idea di far intervenire una voce fuori campo che fungesse da didascalia ai testi. Per questa delicatissima parte ho scritto alcuni brevi commenti che sono stati poi registrati con la voce straordinaria dell’attore Matteo Ripari. A questo punto Paolo Bragaglia è andato a pescare nel suo profondo carniere di musicista e ha tirato fuori alcuni brani già presenti in suoi album. Per chiudere in bellezza la produzione è stato anche composto un brano originale utilizzato nel momento più denso della performance.

Così alla fine di un lavoro intenso durato circa un mese e mezzo ci siamo presentati al pubblico del più importante teatro della provincia di Macerata. Siamo arrivati tutti fin dal primo pomeriggio. Per prima cosa mi sono impossessato di uno dei camerini del teatro dove ho appeso alcune foto di Morrison, Lennon e Che Guevara, così giusto per votarmi a qualche santo laico prima dello spettacolo. Poi abbiamo cominciato ad allestire la scena. Anche in questo  caso è stato fondamentale l’apporto di esperienza teatrale di Matteo Ripari che ha dominato da par suo il buio del palco illuminandolo pefettamente, donando ad esso una luce di carattere minimale consona alla natura dello spettacolo. Fatte le luci siamo passati all’allestimento. Il pianoforte, la tastiera, il computer, la chitarra fender di Bragaglia da una parte; un tavolo, una sedia, dei libri antichi, una clessidra e dei fogli per me.

Alle 21,30 dopo una sostanziosa sambuca, dopo i tre squilli d’ordinanza ad annunciare l’inizio, dopo gli interventi di Carlacchiani, dell’assessore Boscolo e dell’assessore Bianchini è sceso il buio in sala e si è aperto il sipario. La musica e la poesia non hanno trovato ostacoli di sorta, certo qualche brusio dal pubblico è arrivato quando lo abbiamo sorpreso andando, io a suonare il piano e Paolo a leggere poesie. Poi ancora qualche piccola trovata scenica, qualche leggero inconveniente e poi dritti fino alla fine per ricevere gli applausi e l’intervento del direttore artistico Sergio Carlacchiani a chiedere persino un bis. E’ stato bello, intenso. Così come intensa è stata la cena dopo la rappresentazione al Pozzo con quelli che ci vogliono bene. Belli anche i giorni successivi con l’articolo che Ottavio Rossani del Corriere della Sera ha scritto sulla performance http://poesia.corriere.it/2008/04/evento-alessandro-seri-porta-i.html  e le foto strepitose che Paolo Brasca ha scatato durante la serata (una la trovate a corredo di questo articolo).

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Una Risposta to “Esiste il tempo, 7 aprile 2008 al Teatro Lauro Rossi di Macerata”

  1. Antonio Prosperi Says:

    Come ho avuto già modo di dire, lo spettacolo é stato bellissimo: pieno di pathos e, salvo qualche trascurabilissimo dettaglio tecnico, ottimo anche sotto il profilo della performance.
    E’ straordinario come possa essere stato perfezionato con solo un mese e mezzo di tempo.
    Come dicevo la performance é stata di grande livello, tenuto conto, oltretutto, che Alessandro non calca le scene di professione. E ciò dimostra come, spesso, il talento e la sostanza artistica non siano appannaggio solo dei cosiddetti professionisti dell’arte stessa. Anzi!
    Complimenti vivissimi e ringraziamenti!

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