18 aprile 2008, terzo ed ultimo incontro con il quarto servizi sociali dell’Ipsia di Corridonia

Aspettando di entrare in classe per l’ultimo incontro del progetto regionale Poesia di classe che l’associazione Nie Wiem ha organizzato ho curiosato lungo il corridoio dell’Ipsia di Corridonia. Ho scoperto che la scuola produce un giornalino e fa tantissime attività interessanti, mi sono chiesto se questi tre scontri con la poesia abbiano portato dei frutti e se le ragazza del quarto servizi sociali siano riuscite a comprendere, magari in minima parte, il valore che la poesia riveste nella nostra vita. La sua capacità di descrivere e interpretare gli stati d’animo, la sua importanza nel condizionare le scelte.

Questo terzo ed ultimo incontro era tutto incentrato sul Poetry Slam, che nessuna delle ragazze spave cos’era. Così mi sono adoperato in una spiegazione abbastanza dettagliata prima di cominciare questa pseudo competizione poetica, con tanto di libri per premio che avevo raccolto tra alcuni di quelli che avevo a casa e già avevo letto. Durante la spiegazione notavo facce piuttosto scettiche, così sono passato immediatamente all’estrazione a sorte della giuria. Anche in questo caso le ragazze che sono state scelte una volta sedute sulle sedie a loro destinate nei pressi della lavagna erano quantomeno spaesate.

A giuria pronta si sono succedute le ragazze che avevano scelto di partecipare (per la verità alcune le ho costrette io) e quindi lo slam è iniziato e proseguito proprio come doveva essere. Dal mio punto di vista è stato l’ennesimo pretesto per far scrivere poesie a queste ragazze, per avvicinarle a qualcosa di atavico, contemporaneao e modernissimo come la poesia. In fin dei conti sembra che l’esperimento sia riuscito e alcune delle studentesse di questo quarto, di questa scuola professionale si sono beccate in un modo o nell’altro il virus della poesia. Di esse almeno cinque (un quarto della classe) hanno scritto con coraggio e curiosità delle poesie che poi mi hanno fatto leggere.

Ho l’impressione che per loro la poesia sia un modo immediato per esprimere i loro sentimenti, quelli tipici della loro età, spero che man mano per una o due di queste studentesse, l’interesse nei confronti della poesia possa trasformarsi in una passione da coltivare, una passione tale che consentirà loro di comprendersi meglio, di sentirsi vive. L’esperimento però non è ancora terminato. A giugno ci sarà questo poetry slam regionale al quale una delle ragazze dovrà partecipare. Io ho già in mente qualcuno, ma questo qualcuno dovrà dimostrare interesse. Questo qualcuno dimostra un buon talento e una voglia di emergere che inizialmente mi aveva colpito. Ora sta a questo qualcuno farmi capire se intende sviluppare i suoi talenti oppure se preferisce rinunciare e riporre nel casseto le capacità che ha. La scelta in questi casi è sempre del soggetto. Una decisione di rinuncia sarebbe da me totalmente rispettata, una decisione volta allo sviluppare le sue capacità sarebbe da me accolta come un segnale di grandissimo impegno e io sarò al suo fianco. Attendo risposte a breve.

P.s. Non soffermatevi sulla foto introduttiva che ritrae il monumento a Filippo Corridoni ubicato in piazza a Corridonia. Era l’unica foto decente e rapprsentativa della città che ho trovato in rete. Di foto dell’Ipsia invece non ci sono tracce, o almeno io non le ho trovate.

 GUARDO INVANO IL TELEFONO (Valentina Frattani)

Guardo invano il telefono
con l’inconscia speranza che
da un momento all’altro
possa illuminarsi

lasciando apparire la tua foto

 
ora tu dormi e io aspetto,
la ragione s’introduce in me
e  piano
la speranza si allontana
lasciando un velo di malinconia.

 

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