L’ultima serata per il 2008 della Tribù dalle Pupille Ardenti, tema: L’Italia

E per quest’anno siamo arrivati alla fine. L’ultimo incontro del 2008 della Tribù dalle pupille ardenti si è tenuto il 21 aprile e per tema, data la prossimità della festa del 25 aprile, non poteva essere che l’Italia. Un tema alquanto equivoco, difficile che ha lasciato a casa comunque un buon numero di partecipanti abituali del laboratorio. Comunque sia va registrata una certa tendenza alla diminuzione dei partecipanti nel corso della stagione anche se obiettivamente quest’anno è stato caratterizzato anche dall’ingresso a pieno titolo di nuovi e assidui frequentatori come Manuel Caprari, Giuseppe Morici e Simone Romagnoli.

 Il tema dell’Italia, in questo fosco aprile è stato sviscerato in lungo e in largo, forse troppo. Abbiamo accennato ad una possibile, probabile, inquietante decadenza di questo nostro paese. Siamo finiti come spesso ci capita, a parlare di letteratura italiana e della sua evidente pochezza. Del disinteresse, del disimpegno, della lobotomizzazione degli italiani, cominciata più o meno alla fine degli anni ’80 e ora sempre più evidente, visti gli interessi che questa nazione nel suo insieme  dimostra di avere (ben pochi). Come dire che per poter avere un ipotetico benessere economico, si è rinunciato man mano alla qualità della vita, ai suoi tempi.

Un po’ tutti ci siamo trovati daccordo sul fatto che la situazione sociale e culturale dell’Italia non è per nulla incoraggiante e abbiamo riflettuo che nonostante questo, comunque la maggioranza del mondo vive peggio ed è per questo che i flussi migratori sono continui e costanti nel numero. Eppure, anche se oggi l’Italia è un paese dove emigrare, per secoli invece è stato un paese di migrazioni sostanziose verso le americhe e il nord Europa. L’altra riflessione di carattere più politico è scaturita anche dall’evidenza della fine del ‘900 politico, sancita proprio da queste elezioni 2008. Ora che in parlamento non ci sono più il Partito Socialista, il Partito Comunista, Il Partito Repubblicano e quello Liberale e nemmeno la Democrazia Cristiana nella sua particolarità srorico sociale; il ‘900 ha chiuso le porte e ha salutato con un certo ghigno beffardo noi che lo abbiamo anagraficamente scavalcato.

Come sarà l’Italia tra 50 anni? Io prevedo una maggiore e benefica mescolanza delle razze, una certa diffusa egemonia culturale con riferimenti nemmeno tanto celati all’oriente e una rarissima memoria tutta tramandata tramite internet e televisione. Quindi assai manipolabile, insomma la fine della storia o forse l’inizio di una nuova storia, controllata, ipotizzata e già rappresentata più o meno bene da alcuni geni della letteratura mondiale come Kafka o Orwell. Che dio (se esiste) ce la mandi buona. Nel frattempo lasciateci almeno la poesia.

 

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