23 aprile 2008, Il delta di venere di Anais Nin letto dal gruppo di lettura di Mogliano

Mercoledì 23 aprile a Mogliano, lo storico gruppo di lettura riunitosi in via del tutto eccezionale nella splendida casa di una delle partecipanti ha proseguito il suo persorso erotico leggendo e commentando il libro Il delta di venere di Anais Nin. Questo libro di racconti più o meno commissinonati negli anni quaranta alla scrittrice francese per 100 dollari al mese da un collezionista di libri è per certi versi la sua opera più nota ma anche il suo libro meno personale, per paradosso direi quasi il più distante dalla sua vena letteraria e anche da quella psicanalitica. Così il gruppo di lettura ha intuito abbastanza bene la freddezza dei racconti, le loro apoteosi e non l’ha di certo amato.

Anzi per certi versi la stragrande maggiroanza dei componenti del gruppo di lettura ha espresso pareri negativi sul libro e la maggior parte non è riuscita nemmeno a terminarlo. La definizione prima scaturita dalla discussione è stata quella di un manuale per fare sesso che si inoltra eccessivamente nel torbido fino al parossismo. Il gruppo di lettura ha parlato di un libro che oltrepassa ogni limite ma che ha poco a che fare con l’erotismo. Ci si chiedeva dove sono i profumi e gli odori? Non c’è un briciolo di amore, anzi quando appare all’orizzonte della scrittura un briciolo di sentimento i racconti terminano.

L’esaltazione dei sensi, la ricerca spasmodica delle sensazioni non ha convinto nessuno tra i lettori fino al punto da dire unanimemente che ci si trova di fronte a un libro pornografico e non erotico. Un libro dove il sesso è fine a se stesso, dove non c’è la poesia insita nella parola eros. Quindi questo che è stato definito anche un trattato di anatomia freddo e brutto ha più irritato che eccitato. Ho cercato di giustificare ed assolvere Anais Nin col fatto che lei stessa ammette nei diari e poi anche nei commenti che fanno da prefazione al testo pubblicato per la prima volta in Italia da Bompiani nel 1969, di aver utilizzato tutte le “porcherie” possibili facendosi istruire nelle fantasie dai suoi amici maschi. A mio avviso l’influenza di Henry Miller a contato parecchio.

E non si è trattato di un’influenza letteraria ma di un impulso amorale, una specie di sfida del Miller amante volta a raggiungere e far realizzare, almeno sulla pagina le fantasie dei maschi tradotte per il pubblico da una donna intelletuale e curiosa. In questo probabilmente Miller vinse la sua sfida ma perse con tutta probabilità per sempre l’esclusività di un rapporto con Anais Nin. Questa mia teoria è stata avvalorata, per quel che può contare, dall’affermazione fatta durante la serata del gruppo che Il delta di venere sembra un libro scritto da un uomo. A questo punto però mi è sembrato giusto ricordare che nonostante tutto la maggior parte dei romanzi erotici dell’900 sono in realtà scritti da donne che forse davvero, avendo lo scopo di eccitare, si sono lasciate andare a scrivere con un fare da predatore maschio.

Sempre secondo il gruppo di lettura di Mogliano questo è un libro da poter dimenticare tranquillamente; noioso e nemmeno eccitante. Povera Anais Nin, a distanza di così tanto tempo il suo libro più venduto resta questo Delta di Venere mentre mi sembra giusto, a renderle giustizia, di suggerire anche i suoi saggi critici su Lawrence e i suoi diari; veri e propri resconti storici che descrivono una vita come nessuno mai prima di lei.

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Una Risposta to “23 aprile 2008, Il delta di venere di Anais Nin letto dal gruppo di lettura di Mogliano”

  1. Andrea Foschini Says:

    La scoparta dei romanzi di Anais Nin fu per me fondamentale, credo che la sontuosoa visionarieta di testi come Scale di Fuoco o i figli dell’Albatros abbia influenzato in qualche modo la composizione e la stesura del romanzo che allora stavo scrivendo su Nerone, pubblicato lo scorso ottobre. La grandezza di Anais Nin va ricerctata in questi testi furiosi e lirici, ancorsa testi come la Voce e sopratutto La casa dell’Incesto, questo sorprendente poema in prosa che ho letto da poco dove il corpo dellla donna si fa corpo simbolo del mondo, del mondo atavico e sovrannatuarle contaminato da antiche divinità, propagate in tutte le epoche, si veda anche il ritratto di Antonin Artaud tra i raconti della Voce. Per conoscere me e i miei libri :http://blog.libero.it/forzapoetica Andrea Foschini

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