23 maggio 2008 quinto giorno del VII Licenze Poetiche Festival

(Rachel Blau DuPlessis, Alessandro Seri, Cristina Babino e Jack Hirschman)

Un certo scoramento serpeggia nell’aria; non si risolve ancora la questione della lettura di sabato sera e nel frattempo siamo sempre più stanchi. Macerata fino ad ora ha risposto bene, meglio di quanto potessimo pensare, quindi significa che c’è stata attenzione che persino la quasi inesistente pubblicità è stata utile quanto le migliaia di email spedite nei giorno antecedenti al Festival. Così si passano le mattinate cercando di pianificare i tempi del pomeriggio e della sera. Coscienti che verranno sforati (i tempi) ma c’è tanta buona volontà.

Alle 18,30 nella sala superiore del caffè Venanzetti inizia la presentazione dei libri di Italo Testa (Gli aspri inganni, ed. Lieto Colle) ed Enzo Santese (Cenni e silenzi). Ad introdurli Marco Di Pasquale. Certo il pubblico non era propriamente folto ma si era coscienti che l’attenzione della gente e anche degli addetti ai lavori era tutta per il dopocena. Comunque sia Marco ha fatto un’introduzione notevole, accurata, dettagliata e arguta che ha stimolato un po’ tutti ad una discussione alta. I temi dei luoghi hanno caratterizzato il ragionamento e le suggestioni adriatiche contenute nei due libri sono state fonte riflessione anche per gli autori. Tra i presenti da segnalare l’Assessore alla Cultura del Comune di Macerata, Massimiliano Bianchini e tutto il gruppo al completo (tranne Renata Morresi) di Licenze Poetiche.

Al termine della presentazione ci si è spostati al cinema Italia dove Maurizio Carbone e Roberto Angeletti stavano terminando di allestire il palco per Aggie e Jack. Così per attendere il nostro main event siamo tornati al Caffè Venanzetti a consumare un aperitivo con Jack Hirschman e Agneta Falk, nel frattempo giunti a Macerata. E subito si è scatenata una divertente e non solita caccia alla foto e all’autografo perchè nel frattempo è arrivata anche Rachel Blau DuPlessis.  Far incontrare a Macerata Jack Hirschman e Rachel Blau DuPlessis (che non si conoscevano di persona pur essendo nati entrambi a Brooklyn) è stata una cosa fantastica. Qualcosa che nel nostro piccolo segnerà la storia del microcosmo letterario maceratese.

Così arrivati ormai alle nove e mezza e con il pubblico che cominciava ad entrare in teatro siamo scesi anche noi e in un quarto d’ora il pubblico folto della poesia ha invaso platea e soppalco dell’Italia. Erano davvero tanti. Alle 22 sono salito sul palco per presentare i nostri ospiti prima Aggie e poi Jack e poi si sono abbassate le luci, e la musica e le parole hanno trovato lo spazio a loro dedicato e le attenzioni primarie. La lettura di Agneta Falk è stata scandita da applausi ad ogni testo fino alla fine. dieci poesie dieci appalusi. Poi è salito sul palco di Macerata Jack Hirschman, la sua mole dondolante incorniciata dai lunghi capelli bianchi e dai baffi ha dominato subito le tavole dell’Italia. Il publico ha applaudito fragorosamente, lui ha spostato più indietro il microfono per far sì che si leggessero meglio i testi tradotti e proiettati sullo schermo retrostante. E poi sono arrivate l poesie: i suoi arcani più recenti, i testi tratti dai libri recenti, le poesie brevi e giù gli applausi e le grida “Bravo! Bravo!” così raro questo entusiasmo per una lettura di poesia. Fino alla fine e anche al bis chiesto e concesso con grandi sorrisi e energia nonostante la voce bassa di jack dovuta ad un suo recente intervento chirurgico.

Un trionfo per il grande poeta americano, uno che quando è in viaggio parla al telefono con l’amico Ferlinghetti e quando sta a casa sua a San Francisco scende al bra sottocasa a predndersi un caffè con l’amico Lawrence. Una grande soddisfazione anche per noi che abbiamo voluto con forza, la presenza di Hirschman a Licenze Poetiche. Un sogno realizzato a fatica ma realizzato, un regalo che ci siamo fatti e che pensiamo presuntuosamente di averlo fatto anche a Macerata.

La fine della serata con l’ormai tradizionale cena al Terminal è stata anch’essa uno spettacolo grazie alla compagnia di un grande uomo come Jack Hirschman che non si è tirato indietro alle foto e agli autografi e alle domande e alle curiosità. ci ha deliziato dei suoi racconti come quello di quando camminando per strada guardando vetrine ha sentito una presenza dietro di se, si è girato e conosciuto Fred Astaire. A tarda notte (le solite due). Ci siamo salutati abbracciandoci e promettendoci futuri incontri. La poesia in fondo è anche l’illusione di poter fare tante altre cose anche quando non sono possibili davvero.

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Una Risposta to “23 maggio 2008 quinto giorno del VII Licenze Poetiche Festival”

  1. LICENZE POETICHE FESTIVAL « Il fruscio secco della luce Says:

    […] Ma è ancora presto per raccontare in maniera chiara ed efficace l’accavallarsi di spunti e idee manifestatisi durante questa settimana di fuoco, e mi prendo quindi un pò di tempo per lasciarle posare e germogliare, poi ve ne parlerò. Intanto, vi invito a leggere la cronistoria degli incontri e degli eventi nel blog di Alessandro Seri. […]

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