24 maggio 2008 sesto giorno del VII Licenze Poetiche Festival

(A. Ruggieri, R. Morresi, M. Gezzi, L. Socci, G. Vincenzi)

Così siamo arrivati all’ultimo giorno, forse il più impegnativo per numero di eventi e per la successione di essi durante tutto l’arco della giornata. Abbiamo cominciato alla Biblioteca Statale con una tavola rotonda dal titolo L’onda marchigiana – ipotesi su una linea poetica marchigiana. Ad introdurre la discussione Massimo Gezzi, autore e curatore del libro Porta Marina, viaggio a due nelle Marche dei poeti  edito da Pequod quest’anno; con lui al tavolo dei relatori Adelelmo Ruggieri, co-autore del libro; Renata Morresi, Luigi Socci e Giampaolo Vincenzi, anch’egli curatore di un’antologia con la lente sulle Marche: L’opera continua, antologia di poeti maceratesi contemporanei edita da GiulioPerrone nel 2005. Il tema si dibatte da anni, secondo Vincenzi, con gli opportuni riferimenti storici, da secoli. Comunque sia la discussione si è riaccesa da qualche tempo proprio grazie a questa nuova ondata di poeti; per intenderci quelli nati intorno agli anni ’70.

Ovviamente sono state espresse un bel po’ di opinioni in merito, tutte supportate da validi argomenti e alla fine si è, per ora, giunti alla cocnlusione che non si può parlare di una linea marchigiana rispetto ad una comune cifra stilistica ma si può cominciare a discutere su un gruppo di poeti che stanno scegliendo di condividere alcuni percorsi comuni, riconoscendosi l’un l’altro, facendo sì che la comunione di intenti si trasformi in collaborazione frequente. La discussione è durata molto ed ha avuto la sua naturale conclusione verso l’una; giusto in tempo per andare a mangiare al Terminal, dove io non sono potuto andare a causa degli ultimi preparativi per il pomeriggio e la sera.

Alle 18 ci si è spostati alla Bottega del Libro dove ho presentato, cercando di fare meno danni possibile, Franco Buffoni e il suo nuovo libro Noi e loro, edito da Donzelli. Inizialmente ero piuttosto preoccupato che l’affluenza di pubblico potesse essere non consona a ciò che un autore come Buffoni merita ma per fortuna anche questa volta sono stato smentito e man mano che passavano i minuti la saletta delle presentazioni della Bottega del Libro si è andata riempiendo fino ad essere stracolma e attenta alle poche parole di introduzione del sottoscritto e a quelle ben più illuminanti di Franco Buffoni.

A seguire, sempre in libreria sono stati presentati da Manuel Caprari i libri Occidente Express di Andrea D’Urso e Dissezione Mentale di Luca Doldi. Molti si sono assentati per seguire parlare con Buffoni ma la presentazione di Caprari ha illustrato con arguziia i testi di questi giovani autori. Alla fine, dopo questa tappa alla Bottega del Libro non rimaneva che la lettura finale.

Una lettura finale che fin dall’inizio del Festival sembrava avvolta nel mistero del dove doveva svolgersi l’ipotesi iniziale era quella di piazza Cesare Battisti, poi concessa per errore ad una sfilata di ragazze in bikini organizzata da un motoclub; poi si sono palesate tutta una serie di soluzioni man mano sempre scartate per i più svariati motivi finché non si è giunti alla conclusione di tornare agli Antichi Forni dove, a parte le serate al Cinema Italia erano state fatte tutte le letture. Così alle 21,45 circa è iniziata qeusta lettura finale che aveva come ospite d’onore Franco Buffoni. Dopo di lui si sono succeduti in ordine sparso Giampaolo Vincenzi, Luigi Socci, Adelelmo Ruggieri, Renata Morresi, Lara Lucaccioni, Italo Testa, Massimo Gezzi, Andrea D’Urso, Luca Doldi, Cristina Babino e il sottoscritto. Presenti alla lettura tra i tanti c’era, quasi nascosta anche la pittrice Francesca Gentili e le musiche della serata erano a cura della flautista Claudia Piccinini. Alla fine, prima della mia lettura ho voluto ringraziare tutti, davvero tutti, per l’impegno profuso in questi sei giorni, per la presenza costante (rispettivamente ai loro impegni) di noi di Licenze Poetiche e di tutto un pubblico che man mano si è fatto sempre più numeroso.

La conclusione come sempre, come è giusto che fosse è stata la cena del Terminal, dove abbiamo lasciato scorrere le ultime ore di questa esperienza faticosissima eppure esaltante. Il bilancio non è possibile farlo ora, siamo ancora tutti troppo coinvolti emotivamente, chi per un motivo, chi per un altro. Lo faremo tra qualche giorno. Sicuramente però, essersi confrontati con i grandi della poesia italiana e internazionale ci ha arricchito tutti. Per il prossimo anno abbiamo un po’ d’esperienza in più. Sapremo fare meglio.

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Una Risposta to “24 maggio 2008 sesto giorno del VII Licenze Poetiche Festival”

  1. Alessandro Seri Says:

    Sei forte, soprattutto il tuo nome e il tuo cognome ti fanno onore. Non me li rovinare!

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