San Severino Marche 5 giugno 2008, Massimo Gezzi alla prima serata di Marche Poesia

E’ iniziata con Massimo Gezzi una nuova mini rassegna curata dal sottoscritto per il comune di San Severino Marche. E’ iniziata giovedi 5 giugno e si protrarrà per tutto il mese di giugno sempre di giovedì. Il titolo di questo nuovo tentativo spiega tutto il progetto che c’è dietro e da persino una palese chiave di lettura per un ipotetico futuro. Il titolo è Poesia Marche e sarà una teoria di monografie (con presenza dell’autore) che riguarderanno solo esclusivamente i poeti marchigiani: giovani e meno giovani, consacrati ed emergenti. L’idea, nata dal montare della discussione sull’esistenza di una poesia marchigiana riconoscibile, è stata avallata con entusiasmo dal capace assessore alla cultura del comune di San Severino Marche, Alessandra Aronne.

La prima sera, l’inaugurazione svoltasi all’interno dello splendido museo archeologico di San Severino è toccata appunto al caro Massimo Gezzi, conosciuto e riconosciuto poeta nato nel 1976 a Sant’Elpidio a Mare e attualmente assistente alla cattedra di letteratura italiana presso l’università di Berna. Gezzi ha presentato per l’occasione una lettura dal titolo L’attimo dopo, già collaudata qualche mese fa a Macerata durante una delle letture al Terminal. Davanti ad un pubblico non molto folto, saremo stati circa quindici persone, Massimo ha letto alcune delle sue poesie contenute nella silloge che porta lo stesso titolo di questa lettura, pubblicata all’interno del nono quaderno italiano curato da Franco Buffoni ed edito da Marcos y Marcos.

I testi sono stati accompagnati dalla proiezione di fotografie dello stesso Massimo Gezzi e di Noris Cocci e dalle musiche scritte per questo reading da Roberto Zechini e Walter Pignotti. Una lettura suggestiva quindi, che ha svelato anche al sottoscritto una parte di Gezzi che non avevo ancora avuto la possibilità di apprezzare se non per i racconti riportati da altri di Licenze Poetiche, anche in questo spazio, della serata del Terminal. Il susseguirsi delle immagini, la traccia musicale e il sentiero delle parole utilizzate sempre con parsimoniosa lucidità da Gezzi, hanno dato lo spunto, ad un pubblico comunque attento, per una serie di interventi e domande poste all’autore al termine della lettura.

Domande e curiosità tipiche di questi incontri ma che stanno a dimostrare quanto “la gente” sia attratta dal testo poetico se esso può essere svelato dall’autore stesso. Una prima esperienza settempedana che si è conclusa con una splendida cena amichevole trascorsa a parlare di tutto, come quando la poesia e le persone di poesia si rendono conto che è bene lasciar spazio alla vita, perchè in fondo poi senza la vita non ci sarebbe nulla da scrivere e raccontare.

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