Umberto Piersanti a San Severino Marche per Marche Poesia il 12 giugno 2008

Il secondo appuntamento della piccola rassegna che, insieme col Comune di San Severino, abbiamo voluto chiamare Marche Poesia, era con Umberto Piersanti. Un poeta sul quale sono state sprecate decine e decine di definizioni. Di certo per me era una quasi prima volta, dato che avevo incontrato Piersanti soltanto qualche giorno prima in occasione del convegno sulla poesia marchigiana svoltosi ad Ancona nel contesto del festival La punta della lingua. La curiosità che provavo per conoscere il poeta delle cesane era tanta e alla fine grazie a questo appuntamento è stata ampiamente appagata. L’invito ad Umberto Piersanti era volto alla presentazione del suo ultimo libro L’albero delle nebbie, uscito giusto quest’anno nella bianca di Einaudi.

Questo giugno non si presenta ancora come quel mese caldo che gli competerebbe e così anche stavolta la presentazione è stata sposata dal chiostro alla saletta interna del museo archeologico, proprio come era stato fatto per il primo appuntamento con Massimo Gezzi. Davanti ad un pubblico un po’ più folto, saremo stati una trentina stavolta, ho scelto di introdurre il poeta elencando i suoi tanti libri, i tanti riconoscimenti, le iniziative portate avanti e persino la ormai celebre candidatura al Nobel nel 2005. Piersanti al mio fianco annuiva. Al termine di questa introduzione sul “personaggio” ho tentato di abbozzare due parole sul libro, non una critica, giusto una mia impressione a caldo.

Ovviamente non mi sono potuto esimere dall’evidenziare la caratterizzante visione naturalistica di Piersanti, una forza descrittiva, una capacità alta di coniugare conoscenza e stile. La natura e la storia, quindi a fare da linee guida in questo L’albero delle nebbie, ma forse anche in tutta la sua poesia. Qualche goccia di saggezza, una visione ormai storicizzata del mondo, della sua terra, della letteratura stessa. Ad un certo punto ho scelto di accomodarmi tra il pubblico e lacsiare all’autore campo libero nel raccontarsi e nel raccontare il suo ultimo libro.

Il pubblico ha decisamente apprezzato il lungo monologo che Piersanti ha regalato intervallandolo a letture di poesie e aneddoti a volte commoventi, altri divertenti. Al termine qualcuno ha voluto fare delle domande sugli inizi, sull’importanza dei luoghi e sui ricordi. La maggior parte del pubblico ha invece scelto di ascoltare,  terminando in bellezza con Piersanti intento ad autografare alcuni suoi libri da poco acquistati. A tarda sera abbiamo lasciato la sala per rifugiarci al ristorante dove il poeta continuato i suoi racconti più o meno epici per un pubblico assai ristretto e divertito.

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