Parlando di Carmen al caffè letterario Pathos di Macerata 12 agosto 2008

(in foto la Carmen del 1982 allo Sferisterio)

Il 12 agosto in una Macerata quasi deserta ho parlato dentro al quasi deserto Caffè Pathos dell’opera lirica Carmen. L’occasione data dalla serie di incontri organizzati da Marco Di Pasquale e Manuel Caprari per Licenze Poetiche e per il suddetto locale maceratese si è presentata assai poco stimolante a causa della esigua, davvero esigua presenza di persone. Oltre al sottoscritto, ai due organizzatori, ai proprietari del Pathos, a Sara e Riccardo c’erano soltanto tre ascoltatori. Ovviamente i maceratesi erano tutti emigrati verso le spiagge o i monti a godersi le sacrosante ferie e quei pochi rimasti non erano per nulla interessati alla serata, probabilmente all’argomento, sicuramente a ciò che il sottoscritto aveva da dire sull’argomento.

La sera stessa si sarebbe concluso anche il Festival Macerata Opera proprio con la Carmen che ormai è diventata almeno nella rappresentazione 2008 dello Sferisterio la Carmen di Ferretti. Già perchè Dante Ferretti ne è stato lo scenografo e il regista e intorno al suo nome si è così concentrata tutta l’attenzione di questa edizione di Macerata Opera. Ma al Pathos ho preferito partire da lontano raccontando la mia prima Carmen del 1982 che poi è stata anche la mia prima opera lirica. Mi ricordo un evento strepitoso, quattro atti che all’epoca mi sembrarono lunghissimi. Con il terzo che mi è rimasto dentro come una caverna cupa tra il sole di Spagna. Una Marilyn Horne bravissima.

La Carmen appunto è un’opera straordinaria, tanto straordinaria che le musiche di Bizet la caratterizzano in toto ma che ha saputo anche essere rappresentata in tantissime altre forme. Basta pensare al cinema con le 24 pellicole ispirate al canovaccio della novella scritta nel 1845 dallo scrittore Prospere Merimé. Film che hanno visto coinvolti anche registi importanti come Cecil B. DeMille e Chaplin o come Francesco Rosi per la trasposizione cinematografica totalemente cantata come se fosse opera lirica (Placido Domingo tra gli interpreti). Il primo film su Carmen è del 1909 girato in Italia dal regista Gerolamo Lo Savio e l’ultimo è il sudafricano U-Carmen del 2005 diretto da Mark Domford May (ambientato nel periodo dell’apartheid).

Insomma di cose da dire su Carmen ce ne sarebbero state a palate, mi sono limitato ai dati essenziali e nonostante questo ho parlato per un’ora e mezza davanti a 4 persone che probabilmente alla fine erano esauste. Sarebbe stato interessante approfondire le edizioni del ’74 con Franco Corelli e quella dell’88 con Lucia Valentini Terrani. Ma forse è stato giusto riservare più parole sulla storia di un’opera lirica così nota e anche sull’azzardo novecentesco di questa edizione targata Ferretti che personalemente non ho dipsrezzato ma che mi ha creato qualche dubbio più sui cantanti che su tutto il resto. Alla fine della mia pseudo conferenza ho optato per una sufficenza abbondante a questa Carmen 2008 con riserva per i cantanti. La seduzione d’altronde necessità di armi e soldi, tanti soldi, quasi come la guerra.

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