Un anno dello STILITA tra silenzi, tombe e uomini di merda

(foto scattata dal sottoscritto a Groud Zero, New York 2003)

Un anno fa, intento e sprofondato in un lavoro del cazzo, decisi di cominciare a scrivere questo blog per poter aprire, per me stesso e per gli altri, una finestra sulla mia esperienza letteraria e magari non solo. E’ passato un anno ed è stato un anno di quelli che si fanno ricordare, ma in fondo in fondo tutti gli anni si fanno ricordare. Nel frattempo questo spazio si è tasformato in una specie di diario letterario e la sua funzione mi appare, oggi, persino utile. Prese il via l’11 settembre dello scorso anno perchè questa è diventata una data storica così velocemente che mai era successo prima e man mano che gli anni passano diventa sempre più storica. Con essa aumenta e si storicizza la disillusione verso la verbosità dei potenti e mi accorgo così che per costruire ci vuole il tempo giusto, per distruggere ci vuole un attimo, per ricostruire serve un tempo non prevedibile, di solito lunghissimo e poi alla fine non è mai come prima.

Questo diario è balenato idealmente nell’agosto del 2003 osservando il silenzio assordante di ground zero, guradando oggi in televisione le immagini delle celebrazioni per l’anniversario mi sono accoto che nulla in quella buca è cambiato. Quella è ancora la buca dell’occidente dalla quale non sembra riusciamo ad uscire. In questo anno ho passato qualche giorno in ospedale e mi sono annoiato così tanto che spero non accada mai più: ricoverato in neurologia che è il reparto più piccolo dell’ospedale, addirittura un reparto interno, per carenza di spazi a quello di medicina donne. E di quell’esperienza a parte la noia mi ha colpito una cosa sola, che però mi colpiva anche nel ’94 quando facevo il servizio civile a Montecarotto e bazzicavo l’ospedale per aiutare qualche anziano del paese. Insomma ciò che mi ha colpito nel ’94 e poi ancora ad aprile di quest’anno è che negli ospedali si va a dormire la sera presto e la mattina dopo invece della persona che stava nell’altra stanza ci trovi un letto vuoto e sai che quella persona non è stata dimessa.

Tutto questo per dire che col tempo mi si presentà una verità e cioè che la morte è molto silenziosa, a Ground Zero, in mezzo alla metropoli più rumorosa del mondo, in mezzo alla fashion New York, c’è un silenzio di tomba (una vera tomba), negli ospedali di notte c’è un silenzio mortifero e forse anche in fondo al lago di Castriccioni c’era silenzio. Ma di questo ne scriverò quando avrò sbloccato la questione nella mia testa. Per essere un po’ meno tristi e decisamente più pragmatici passerei di netto a parlare di numeri. 11.072 accessi a questo blog in un anno, immaginando che circa 300 sono i miei viene fuori comunque una bella cifretta, molti più lettori di quelli che ha avuto il seppur dignitoso Rampe per alianti (d’altronde stampato in mille copie).

Mi viene da dire anche qualcos’altro per celebrare l’anniversario de sto blog; Ci sono due persone che d’ora in poi mi divertirò a sputtanare perchè queste persone mi hanno fatto male, ma male davvero: una ha utilizzato il suo potere per fini personali e siccome non mi sopportava, probabilmente a causa della mia eccentricità ma anche a causa della sua ottusità, mi ha letteralmente mandato in mezzo a una strada, nel senso che nonostante dieci e passa anni di lavoro e impegno ha deciso, senza che nessuno muovesse un dito per impedirlo che io non dovevo più essere quello che ero. La seconda mi ha praticamente inculato 60.000 euro e adesso si gode in pace e nella sua solitudine i miei soldini che potevo usare per comprarmi una futura casa mia. Queste due persone hanno i baffi. Quindi posso dire che in questo anno di blog ho imparato che di quelli con i baffi è meglio non fidarsi. Rispetto al primo dei due mi divertirò molto a sbeffeggiarlo in tutti i modi possibili perchè è proprio un misero omuncolo, rispetto al secondo lascio scorrere il tempo, perchè alla fine il tempo inveitabilmente darà ragione a me e se non a me a mio figlio.

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