La nuova poesia delle Marche, Monte San Giusto 5 dicembre 2008

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(in foto: Luigi Socci)

E’ stata una lettura importante quella del 5 dicembre 2008 a Monte San Giusto, in provincia di Macerata; lo è stata perchè il posto era abbastanza bello, una bella chiesa sconsacrata trasformata in auditorium, un freddo pungente fuori e una temperatura accettabile dentro, un’organizzazione adeguata, i tempi giusti, un pubblico non folto ma dignitoso, un post serata divertente in un pub di ragazzini e su tutto un gruppo di autori e poeti che decidono di fare un po’ di strada per incontrarsi e ascoltarsi. Nel suo piccolo un evento, che rafforza (per me con orgoglio) l’idea di una condivisone all’insegna della poesia.

Così verso le 21,50 davanti ad un pubblico di una trentina di persone è iniziata la lettura organizzata da Licenze Poetiche e dal Comune di Monte San Giusto intitolata La nuova poesia delle Marche. Certo il titolo era un po’ presuntuoso ma voleva servire proprio per dare l’ennesimo segnale, nel caso non si fosse capito, che qualcosa in questa regione negli ultimi dieci anni è successo; ed è successo che è venuta allo scoperto una nuova generazione di poeti, ben visibile, riconosciuta, diffusa su tutto il territorio e soprattutto capace di mettersi in rete.

Presentati dall’asessore alla cultura del Comune di Monte San Giusto, il giovane simpatico Roberto Spinelli, si sono avvicendati alla lettura undici protagonisti di questa dibattuta onda poetica marchigiana e badate bene che il termine ora tanto di moda è stato coniato dal sottoscritto circa un anno fa. Nell’ordine Francesco Accattoli, Manuel Caprari, Barbara Coacci, Laura Corraducci, Marco Di Pasquale, Lara Lucaccioni, Natalia Paci, Lucilio Santoni, Alessandro Seri, Luigi Socci e Sonia Trippetta. In tutto quasi due ore di poesia letta, senza supporti musciali, senza fronzoli. Una lettura pensata volutamente scarna e scevra, proprio per cercare di capire se le differenze di stile tra gli autori e i poeti potessero bastare a movimentare la serata e non far addormentare il poco pubblico.

Forse l’esperimento è riuscito, o meglio, nessuno si è addormentato, chi ha letto lo ha fatto nella sua maniera e le differenze di toni e parole si sono rivelate assai interessanti, utili a conoscersi, utili a comprendersi anche dal punto di vista umano (sembra un paradosso ma non è che abbia visto molta umanità nel mondo della poesia). Certo, della generazione intorno agli anni 70/80, mancavano alcuni nomi importanti che in un modo o nell’altro non potevano venire o non siamo riusciti ad intercettare; nomi come: Alessio Alessandrini, Cristina Babino, Loris Ferri, Lorenzo Franceschini, Massimo Gezzi, Franca Mancinelli, Renata Morresi, Davide Nota e Giampaolo Vincenzi. Però fate attenzione voi che leggete, senza tanti giri di parole, sommando i presenti e gli assenti, si comprende perchè delle Marche in poesia si sentirà ancora parlare.

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Una Risposta to “La nuova poesia delle Marche, Monte San Giusto 5 dicembre 2008”

  1. francesco accattoli Says:

    Il discorso che hai fatto sulla voglia di incontrarci e di confrontarci, ma soprattutto di incontrarci e vivere l’esperienza della poesia insieme mi ha trovato assai d’accordo e in un certo senso mi ha emozionato.
    Io vivo in una piccola frazione di poche migliaia di abitanti, a metà strada tra Macerata ed Ancona, geograficamente in mezzo tra il gruppo delle Pupille Ardenti e quello di Nie Wiem, e quindi appartenente a nessuno dei due.
    Grazie a serate come queste, a volontà come la tua, ho potuto trovare amicizie con gente di Ascoli come Alessio Alessandrini o Gianluca Pulsoni, di Pesaro come Loris Ferri o di Fano come Franca, avere l’opportunità di mantenere i contatti con te e gli altri di Macerata e con i ragazzi di Ancona, ritrovandoci sempre con assoluto piacere.
    Se non ricordo male, cito a memoria, quella sera hai detto che i poeti hanno la tendenza a restare chiusi nel loro “personaggio”, nel loro ruolo, mentre a Monte S.Giusto siamo stati prima di tutto delle persone.
    Che questo allora sia il mio augurio di Natale a tutti i giovani poeti marchigiani: che possiamo continuare a vederci e a ritrovarci, come poeti e come persone, per condividere invece che per escludere.
    Grazie Ale!

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