Vecchi e nuovi Nodi, Firenze 22 dicembre 2008

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(in foto: Marco Simonelli e Vittorio Biagini)

Firenze ti accoglie sempre con una certa sufficienza soprattutto se arrivi nel primo pomeriggio, di solito si arriva sempre dalle parti di Santa Maria Novella, o alla stazione ferroviaria oppure a quella delle corriere comunque distanti tra loro nemmeno duecento metri. Il tempo di fare due passi fino all’hotel, non il solito hotel a causa di ristrettezze economiche, sempre dignitoso però. Una passeggiata tra le bancarelle di San Lorenzo per cercare il panino col lampredotto (a sto punto qualcuno schifa lo so, ma a me piace). Quindi un lento avvicinamento verso la libreria feltrinelli a due passi dal duomo, uno sguardo fugace allo scaffale della poesia e subito fuori per raggiungere alla libreria Edison il carissimo Carlo Gardenti, musicista poliedrico e bravissima persona. Con Carlo abbiamo passato un’ora tra chiacchiere, progetti e caffè del baretto dentro la Edison, tanti progetti, tante idee.

Poi la telefonata di Cristina Babino che annuncia la sua presenza in piazza della Repubblica insieme a Stefano e al supereroe Marco Simonelli. Ci salutiamo con Carlo e ci ripromettiamo letture e ascolti assai intensi, poi giù per le scale fino ad uscire sulla piazza e abbracciarci tra il freddo umido e il cielo che si sta abbassando grigio come una saracinesca. Marco lo vedo in forma, Cristina ha gli occhi che brillano, Stefano mi appare solido come sempre, sempre puntuale e saggio. Allora, che facciamo, il caffè lo prendiamo alle GIubbe Rosse o da un’altra parte. Stavolta è per l’altra parte. La strada è sempre poca a Firenze, in pochi istanti arriviamo in un micro bar, caffè veloce, chiacchiere, attese, ricordi e poi di nuovo in marcia senza sentire nemmeno troppo il freddo che tanto la biblioteca delle Oblate è vicina e calda, per fortuna sì, è calda. Appena fuori incontriamo Franca Mancinelli con il suo sorriso, i suoi occhiali e il suo trolli. Forse siamo un po’ in anticipo, forse saliamo troppo in alto ma c’è il tempo per farci una foto, dire due cazzate, prendere un po’ di freddo e scendere al piano sottostante per assistere alla prima parte della serata e cioè la presentazione dell’antologia del 5° Nodo Sottile.

La sala è ancora abbastanza spoglia, chiediamo, nel frattempo comincia ad arrivare gente, ecco Elisa Biagini che mi saluta simpatica e quasi sorridente, poi arriva Luigi Nacci con un sorriso largo, quindi Vittorio Biagini e di seguito tutti gli altri. Ci si siede e con i minuti si riempiono tutte le sedie, una dopo l’altra, un gruppetto dopo l’altro, una fila dopo l’altra. Io mi siedo accanto a Franca in terza o quarta fila dietro abbiamo Stefano e Cristina e tra un saluto e l’altro si comincia con le parole di rito per la presentazione del Nodo 5. Mannaggia era il 2002 quando arrivai a Firenze per il Nodo 3. Sei anni fa, ne sono successe di cose in sei anni. Parlano i critici, arrivano anche Anrea Sirotti (altro curatore del Nodo), Renata Morresi accompagnata da Rosaria Lo Russo, Daniele Ciullini del Comune di Firenze era già arrivato, La discussione più che sul Nodo 5 mi pare sia sullo stato della poesia italiana, lo stato della giovane poesia italiana (che inevitabilmente sembra essere sempre giovane). Sinceramente le parole che più ho apprezzato sono state quelle di Franco Buffoni, mi sono sembrate non accademiche, non formali, questa la mia impressione.

Dopo la presentazione del Nodo 5, sono stati presentati 5 libri dei nodi vecchi e nuovi usciti nel 2008: La donna d’oro di Cristina Babino uscito per Pequod e presentato da Franco Buffoni, Appunti dal parco di Francesca Matteoni uscito per Wizarts nella collana Licenze Poetiche e presentato da Elisa Biagini, Lo spostamento degli oggetti di Alessandro De Francesco uscito per Cierre Grafica, Madrigale Odessa di Luigi Nacci uscito per D’if e Disney contro le metafisiche di Alessandro Raveggi uscito per Zona.

A questo punto è stato necessario cenare e la cena è stata bella come poche. In un ristorante fiorentino a fare confusione c’erano poeti e critici e si è mangiato bene. Abbiamo fatto una tavoltata di marchigiana di alta qualità; io, Renata, Cristina e Stefano, Franca. Ogni tanto Vittorio Biagini veniva a scambiare due chiacchiere e pensare progetti futuri. Bellissimo, bellissimo. A cena terminata ci si è spostati tutti oltrarno al Tan_Gram dove nella saletta interna si è svolta la letturona dei Nodi vecchi e nuovi. Nell’ordine (sperando di non dimenticare nessuno) Cristina Babino (ormai non ho più parole per lei, bravissima, un faro), Caterina Bigazzi, Rino Cavasino (emozionante e altissima la sua poesia in dialetto), Giulia Chiacchella (simpatica davvero, una scoperta), Alessandro De Francesco (il più giovane dei Nodi), Gaia Gubbini, Francesca Matteoni (che brava!), Tommaso Lisa (che ha letto accosciato), Paolo Maccari, Franca Mancinelli, Renata Morresi (ha letto una poesia bellissima), Eleonora Pinzuti, GianMaria Annovi, Aldo Riboni, Tommaso Pippucci (un grande!) Novella Torre (non a caso ha vinto Poesia di Strada 2008). E per finire abbiamo letto: io, che sono stato molto soddisfatto seppur emozionato all’inizio, Marco Simonelli (il mio supereroe preferito, ineccepibile) e Luigi Nacci (sempre performativo, sempre bravo, sempre, sempre, sempre…). Se ho dimenticato qualcuno segnalatemelo pure, messaggiatemi, che provvedo subito a modificare il testo. A fine lettura ho preso una sambuca, ho risalutato Rosaria, ho scambiato una o due frasi con Franco Buffoni (peccato non aver parlato di più). Quindi con Cristina e Stefano siamo ritornati al Giubbe Rosse per l’ultimo caffè della giornata, aspettando di essere raggiunti da Marco Simonelli per salutarci tutti. Quando mi sono addormentato nel letto dell’albergo m’è parso non fosse stata una giornata reale, mi chiedo ancora come sia stato possibile aver trasformato quella vita in questa. Ancora devo capirlo, ma intanto io la vivo tutta.

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2 Risposte to “Vecchi e nuovi Nodi, Firenze 22 dicembre 2008”

  1. cristinababino Says:

    che bella giornata, Ale….

  2. carlo gardenti Says:

    Ad un anno da questa Tua giornata ti invio i miei auguroni per il prossimo anno (2010). Quanti nodi devono ancora venire al pettine.
    Carlo Gardenti

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