Ti chiedo scusa Emmanuel

emmanuelbonsufoster 

http://parma.repubblica.it/dettaglio/articolo/1575698

Sono Alessandro Seri, sono italiano, scrivo poesie, chiedo scusa ufficialmente, a nome di tanti italiani che non rappresento ma che sento esistere, alla famiglia Bonsu Foster, chiedo scusa soprattutto a Emmanuel, scuse vere, non pro forma.  Ti chiedo scusa Emmanuel per aver letto i giornali e non essermi indignato come bisognava fare: subito e a voce alta già il 29 settembre dello scorso anno; ti chiedo scusa per aver posato con sufficienza i giornali di quel giorno sul comodino dopo aver letto la tua storia e non essere stato capace di scrivere queste parole nell’immediato.

Oggi rileggo di te, rileggo di ciò che degli uomini che hanno il mio stesso passaporto e sono pagati anche da me per proteggerci tutti, ti hanno fatto. Vedo con sdegno, con rabbia, quella maledetta foto dove un signor nessuno ti tiene la testa, la vedo e mi vergogno ancora, una vergogna così forte che mi mette a disagio al punto da dover smettere di guardare. Posso solo scrivere a te Emmanuel e a tutta la tua famiglia. Vedo anche la foto della tua famiglia, avete tutti dei volti simpatici, da brave persone. Vedo occhi miti, sorrisi accennati, vedo persino timidezza e questo mi porta ancora di più a chiedere scusa a nome di un paese che per ora si limita solo a far partire l’iter per farti avere giustizia.

Emmanuel, leggo che ancora non sei tornato a scuola, leggo che vai in chiesa con i tuoi genitori, io sono tra quelli che in chiesa non ci vanno da un po’ di tempo eppure mi rendo bene conto che in quel luogo puoi trovare un po’ di conforto, un po’ di pace e solidarietà, la solidarietà di cui accenna tuo padre alla fine dell’intervista che ho appena letto.

Io sono Alessandro Seri, vivo a Macerata, a tre ore e mezza di macchina verso sud, da casa tua. Questo non è un bel periodo nemmeno per me, sono tra quei milioni di italiani tra i 30 e 40 anni che non hanno un lavoro stabile, che hanno poche prospettive, ma questa è un’altra faccenda, però vorrei invitarti a visitare la mia città, a te e a tutta la tua famiglia, magari possiamo fare pranzo insieme, diventare amici, ridere insieme. E’ il solo modo che ho Emmanuel per cercare di convincerti di due cose: 1) non tutti gli italiani sono come quelli che ti hanno preso a pugni mentre avrebbero dovuto difenderti, ci sono anche persone normalissime come il sottoscritto, persone che addirittura scrivono poesie e leggono i libri anzichè guardare lo spettacolo indegno delle televisioni italiane 2) ti prego in tutti i modi di tornare a scuola, torna a vivere tutta la tua vita. Torna a riprenderti il sacrosanto diritto che hai di studiare, torna a scuola, per non darla vinta a chi ti ha usato violenza. Sono Alessandro Seri e ti chiedo scusa Emmanuel, a nome di un paese intero che ancora non l’ha fatto.

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2 Risposte to “Ti chiedo scusa Emmanuel”

  1. Sara Massei Says:

    mi unisco alle tue giuste scuse.

    capita ormai troppo spesso che io mi vergogni d’essere italiana, che avverta disagio, che non mi senta rappresentata nè al governo nè nella voce comune.

    caro Emmanuel, spero tu torni alla vita.

  2. Annarita Del Vicario Says:

    Mi unisco anch’io Emmanuel a queste giuste scuse,mi auguro come diceva Alessandro che tu possa trovare un pò di serenità leggendo appunto quante persone ti sono vicine..È UNA VERGOGNA,QUELLO CHE SUCCEDE NON TROVA GIUSTIFICAZIONE E NON MERITA COMPRENSIONE.RIPRENDI IN MANO LA TUA VITA EMMANUEL..

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