Il primo incontro sulla poesia con le classi terze elettrici dell’Ipsia sezione di Macerata, 20 febbraio 2009

foto8

Così è iniziato per il 2009 il mio percorso di incontri nelle scuole legato al progetto Poesia di Classe, curato dall’associazione Nie Wiem di Ancona. Anche quest’anno ho scelto una scuola a me consona, praticamente la stessa dello scorso anno, L’IPSIA di Corridonia. I fruttuosi incontri dell’anno passato erano stati svolti nella classe quarta Servizi Sociali, una classe di tutte donne, volitiva e in parte sfrontata. Stavolta ho optato per le due terze ad indirizzo Elettrico della sede staccata di Macerata. Due classi completamente al maschile; una nuova bellissima esperienza, supportata dalle professoresse (per me eroiche) Daniela Meschini e Speranza Properzi. Mi aspettavo qualche difficoltà iniziale dovuta all’impatto delle classi con una figura totalemnte nuova ma in realtà non c’è stata nessuna difficoltà, anzi una sorprendente attenzione e vitalità.

Ho cominciato presentandomi a fatica perchè come fa uno a presentarsi davanti a 34 giovani uomini e dire loro che hanno di fronte uno che scrive poesie, magari ci scappa pure e giustamente che qualcuno si metta a ridere a crepapelle. Io alla loro età forse l’ho fatto. Non lo ricordo ma penso che ero sbandato abbastanza per farlo. E invece macché, massima attenzione, grande curiosità, un certo bellissimo sconcerto, per me una bella sensazione. Ho voluto cominciare chiedendo a tutti i ragazzi cosa fosse per loro la poesia, giocando un po’ sulla loro capacità creativa e un po’ sulla loro attenzione. E sono venute fuori definizioni semplici ma interessanti ed utili a comprendere la visione che questi ragazzi hanno su un’arte apparentemente così distante dalle loro esistenze. Sottolineo apparentemente perchè in realtà proprio loro sono i depositari principi della poesia, quella vera, quella di Omero, quella di Pasolini, quella di Petrarca e Leopardi, la poesia.

E allora ecco che dai ragazzi è uscita l’idea di poesia che oggi passa tra la gente, credo sia giusto elencarle tutte queste definizioni. Alessio: una forma d’arte, Yuri: esprimere i propri sentimenti, Daniele: un modo per esprimere le proprie idee, Mario: un modo diverso di scrivere, Alessandro: un modo bello per descrivere le cose, Marco: (sta zitto ma c’è più poesia in lui che in tutti gli altri),  Alessandro (2): un insieme di frasi che nascondono un significato, Mirko: un modo di pensare, Domenico: comunicare, Jacopo: un modo per descrivere se stessi, Federico: un modo per sfogarsi, Massimiliano: una forma espressiva per immortalare momenti particolari, Mirko(2): è un modo di esprimersi, Mattia: i propri pensieri, Samuele: un modo di comunicare le proprie emozioni, Christian: un modo di esprimere i propri sentimenti, Gianmarco: un insieme di versi, Manuel: la poesia è musica e silenzio, Cristian: un modo di divagare con la mente è immaginare cose irreali, Marco(2): una passione che scaturisce dall’interno di se stessi, Andrea: (anche lui sta zitto ma in chi tace si nasconde grande poesia), Saverio: delle parole che vengono dal cuore, Aiub: è un racconto che esprime cose felici e cose malinconiche, Ivan: un’espressione dell’anima, Davide: un insieme di parole, Andrea stavolta parla è chiude esattamente come aveva aperto 2 ore prima in un’altra stanza Alessio; Andrea dice che la poesia è arte.

Allora veniamo al punto. La poesia è un’arte e fin qui tutti d’accordo; ma di cosa tratta quest’arte? Come si compie? come si produce e da dove arriva la poesia? Appare evidente che secondo i ragazzi la poesia è un’arte intima, profonda e che arriva dal di dentro, che tradotto significa dall’essere umano stesso. Una tra le parole più utilizzate all’interno delle definizioni di cui sopra è “modo”; “la poesia è un modo per…” Quindi la poesia è un modo o meglio un mezzo, e dato che sappiamo da dove arriva, cioè dal di dentro degli umani e sappimao pure cosa è, cioè un mezzo. Ecco che si staglia davanti a noi forte e grezza come i Prigioni di Michelangelo la definizione di poesia che questi ragazzi hanno dato: la poesia è un mezzo per esprimere l’intimo dell’umano e tradurlo in arte. Cosa c’è di più vero per definire la poesia? Credo nulla!

Annunci

Una Risposta to “Il primo incontro sulla poesia con le classi terze elettrici dell’Ipsia sezione di Macerata, 20 febbraio 2009”

  1. Daniela Meschini Says:

    Grazie Alessandro per le “eroiche” anche da parte della prof.ssa Properzi, siamo solo due insegnanti che amano i loro ragazzi e che fanno con passione la loro professione con tanti limiti ma tanta generosità. Ti sottolineo solo che la nostra sezione di Macerata è la sezione Elettrici e che per questo siamo inseriti anche nel Progetto “Ragazzi all’Opera”, in teatro le luci non sono cosa secondaria e aiutano a trasmettere “poesia”.
    Inviterò i ragazzi a leggere il tuo post
    un saluto al prossimo incontro Prof.ssa Daniela Meschini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: