Lettura e cena al ristorante Spirito Libero di Senigallia – 12 marzo 2009

Giuseppe D’Emilio è un autore divertente, arguto e ha tra i suoi tanti pregi quello di essere uno tra i primi underealisti. Così quando mi ha contattato per una lettura da farsi a Senigallia, ho accettato a occhi chiusi, a scatola chiusa e chi più ne ha più ne metta. Così appena tramontato il sole sono partito con Sara verso il nord delle Marche per arrivare ad un’ora decente al ristorante Spirito Libero, dove si è poi svolta la lettura. I lettori, gli autori: il sottoscritto e Lara Lucaccioni. Il locale è molto carino, raffinato, anche se non mi hanno esaltato i due schermi al plasma contorniati da cornice “da quadro” che mandano immagini esotiche tipo fondo degli oceani e/o deserti.

Appena arriva anche Lara iniziamo a mangiare partendo con Spada affumicato al profumo di agrumi con salsa di lamponi piccante; e poi d’accordo con Pino D’Emilio decidiamo per quattro letture: due io e due Lara. La prima tocca a me. Così mi accingoo al microfono fino a quel momento utilizzato con stile dal gruppo Route66.  Leggo cose soprattutto da Rampe per alianti, ricordando il periodo del servizio civile a Monetecarotto e cercando passaggi evocativi sul vino e sulle sere d’estate. Dopo questa prima lettura passiamo al Salmone marinato agli aghi di pino; ed il sublime inizia a diffondersi. Nel frattempo la conversazione al tavolo si fa divertente con argomenti divertenti come il grado culturale dei politici locali, i soldi spesi per i festival di poesia ridimensionati e un tot di pettegolezzi vari. Poi tocca a Lara, che si srotola tra settenari ed endecasillabi.

Indi, arriva il Carpaccio di dentice con menta fresca e pepe rosa, le papille gustative esultano, il resto dei sensi anche data la bellezza con la quale vengono presentati i piatti. Di nuovo, davanti al microfono, mi produco in un soliloquio sulla storia della mia famiglia che ultimamente mi diverto tanto raccontare ma che ormai potrebbe lasciare il passo a qualcosa di più iacoponico. Per stavolta ancora racconto di Sante, di Tullio e Pierina e accenno qualche cosa su Lo Stilita che ancora si ostina a stazionare sul penultimo lampione della via.  A questo punto non ci si ferma più e arrivano i Ciabattoni al baccalà. Lo stomaco vacilla, la conversazione si alimenta divertita anche grazie al buon Verdicchio Riserva della cantina Mezzanotte. Per la quarta ed ultima lettura tocca ancora a Lara alla quale viene richiesta con acclamazione l’ormai epica … pallina rossa sulla bocca arsa… e lei ci concede questa sua peculiarità.

Il pubblico del ristorante nel frattempo arriva al Baccalà cotto al forno con patate, olive nere, pomodorini e finocchietto selvatico. Ovviamente noto una certa sopraffazione ma nonostante l’ora e le delizie della cucina i presenti resistono e dimostrano di apprezzare anche la poesia. Pino si rivela istrionico e fantastico padrone di casa, i commensali curiosi e divertiti. Io mi rilasso e godo la fine di questa serata sui generis eppur bella e tranquilla con il Gelato alla torta di mele. Ormai s’è fatta ora di tornare a casa, prima di partire mi chiedono informazioni sulla prossima bottega di scrittura che sta per partire a Jesi, sorrido, sorseggio il caffè. E’ un buon periodo questo.

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Una Risposta to “Lettura e cena al ristorante Spirito Libero di Senigallia – 12 marzo 2009”

  1. Giuseppe D'Emilio Says:

    Proprio una bella serata!

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