21 marzo 2009, giornata mondiale della poesia, lettura alla cena di “Più voci nel coro”

Da un po’ di anni a questa parte hanno deciso che il 21 marzo, oltre ad essere la data, spesso confutata dalle condizioni metereologiche, dell’arivo della primavera, è anche la giornata mondiale della poesia. Quindi chi un po’ si arrabatta con i versi viene coinvolto in manifetsazioni di tutti i tipi. Il sottocritto, ad esempio, aveva accumultao per questa giornata tre impegni: uno al mattino in alcune scuole, uno al pomeriggio per la presentazione di un libro con un’associazione di Tolentino e uno alla sera con un’associazione di Porto Recanati. Poi, a ridosso della data in questione le scuole hanno capito che lo stesso giorno avevano i giochi della gioventù e quindi al mattino ho dormito e l’associazione di Tolentino si è dimenticata che mi aveva chiesto di presentare questo libro coinvolgendo un altro “presentatore”.

Così alla fine per festeggiare la giornata mondiale della poesia, in un primo giorno di primavera che sembrava inverno, mi è rimasta la serata. Una cena in compagnia dell’associazione “Più voci nel coro”. Tra i tanti iscritti a questa associazione ci sono diverse signore che frequentano la Tribù di Macerata e per questo motivo l’invito è arrivato per tempo ed io ho accettato con molto entusiasmo. Va detta pure un’altra cosa. L’associazione in questione  (che nel frattempo ha cambiato di poco il suo nome) organizza da tempo un concorso di poesia. Nell’agosto del 1997 (avevo 26 anni), una mia poesia si qualificò tra le finaliste del premio che allora si chiamava “Poesia Estate”. Probailmente fu a causa di questa piccola soddisfazione che decisi di pubblicare l’anno dopo con Blu di Prussia la mia prima raccolta inserendoci dentro anche la poesia incriminata.

Quindi, con un bel po’ di motivazioni e anche un po’ di riconoscenza, sono salito in macchina con Sara e Riccardo per partecipare a questa cena. Ho guidato così fino a Villa Musone, dove effettivamente, non ero mai stato, nonostante che ci sia passato davanti almeno mille volte. Ho parcheggiato nella piazza, cercato il ristorante e poi siamo entrati. Ci hanno accolto con gentilezza Annamaria Cipolloni (vicepresidente dell’associazione) e Giuseppe Russo (presidente). Ci siamo seduti al loro tavolo, Riccardo su uno scranno, tra me e Sara, ha cminciato subito a tirar fuori giocattoli di tutti i tipi, mentre si intavolava una discussione sulla poesia in generale, sugli occhiali di cartone e sull’associazionismo.

La cena aveva come tema l’Argentina (ma và!) e le pietanze erano tipiche di quel paese, quindi io le conoscevo tutte, e spiegavo di tanto in tano a Sara o a qualcun’altro l’origine dei nomi e il modo di cottura: asado, empanadas, chimichurri, dulce de leche… tutti nomi che suonano domestici alle mie orecchie. Sono parole che conosco sin da quando sono nato. Anche per questo la serata aveva un suo spessore. Abbiamo assistito alla performance di due signore che ballavano il tango, poi a una parodia della canzone che spopola in questo periodo, quella cantata dalla tipa cogli occhiali, poi ho letto un po’ di cose anche io. Siceramente ho provato sensazioni contrastanti. Alcune persone erano molto attente ed era un piacere leggere per loro (ovviamente tutte le signore che vengono alla tribù, nessuna esclusa), altre sembrava avessero l’aria di chi spera che il tutto finisca presto.

Così appena dopo il dolce ho ripreso il microfono per una seconda lettura, pensavo che sarebbe stato bello leggere la sesta poesia di Humus, quella dedicata a Riccardo in sua presenza (follie di padre) ma proprio mentre incomincio questa seconda sessione, Ricky scappa di corsa in bagno per la cacca e Sara lo segue per controllare l’espletarsi del sacrosanto esercizio. La poesia l’ho letta lo stesso; anche se mentre la leggevo pensavo, sorridendo a me stesso, a Riccardo che mi diceva: – Papà, sta poesia fa cacà. –

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2 Risposte to “21 marzo 2009, giornata mondiale della poesia, lettura alla cena di “Più voci nel coro””

  1. annamaria cipolloni Says:

    Ti posso assicurare che ha fatto piacere a tutti averti ospite e ascoltare le tue letture, certo non tutti hanno avuto la stessa attenzione anche perchè c’èrano tante persone non appassionate di poesia.Spero ci siano altre occasioni per ripetere la piacevole esperienza e deliziarci del sorriso del tuo Riccardo.
    Come mai conosci così bene la cucina Argentina?

  2. bwin Says:

    poesia e buona cucina che ottimo connubio!!

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