Jesi, bottega di scrittura, avanza l’Underealismo – 28 aprile 2009

 

Sembrava fosse una idea balzana ed invece siamo già alla seconda esperienza collettiva, forse terza o quarta non ricordo, dove si parla e si scrive di e sull’Underealismo. Bellissimo, incredibile. Come i più informati già sanno l’underealismo è una corrente di pensiero nata a Macerata nel dicembre del 2008 e diffusasi in primo luogo tra poeti e letterati che hanno a che fare con il sottoscritto e con Licenze Poetiche. Certo che i frequentatori della bottega di scrittura di Jesi erano sembrati un po’ spaesati e scettici e così ho dovuto spiegare bene bene cosa è secondo me l’uderealismo. Francesco Accattoli ha letto la poesia underealista che scrisse qualche mese fa alla bottega di Macerata e così abbiamo cominciato una discussione che pareva dovesse essere più intensa del solito.

E così fu, il neologismo parlando si è trasformato in vero e proprio stimolo, tanto che non è stato poi così difficile far comprendere che underealismo equivale a tutto ciò che di bello c’è sotto lo strato melmoso della realtà. Alcuni dei partecipanti hanno. Di fronte a questo suggerimento Maria Chiara ha espresso la sua impressione che oltre a corrente artistica potrebbe addirittura essere quasi una via mistica. Mi sembra interessante questa opzione anche se forse per le mie speranze fin troppo alto come fine. Eppure l’idea di misticismo è venuta fuori anche da Alfredo che ha suggerito un parallelismo con certa filosofia zen e soprattutto con il taoismo di Lao Tzu.

Pasquale, da realista, ha chiesto di approfondire la questione etica rispetto alle prime forme di underealismo. Il sottoscritto è convinto che l’underealismo necessiti di etica e morale, tranne la parte legata all’erotismo. Qualcuno, che non ricordo, ha detto che forse sotto all’underealismo, cioè molto in profondità, si può anche cercare il concetto di verità e allora sono stato costretto a ricordare a tutti che nell’idea undereale l’autocritica e lo humor sono fondamentali. Soltanto chi riesce a prendersi un po’ meno sul serio può definirsi obiettivamente undereale.

Milena dice che anche la bottega di scrittura in fondo è undereale, io le sorrido perchè ci ha preso in pieno, alla bottega si fa autocritica, si ascolta, si ride e si riflette e allora mi viene da ricordare che l’undereale è proprio della bottega lo stile. Quando ci siamo presi il tempo per la scrittura, e stavolta non eravamo nemmeno tanti, Guido e Giannetta mi hanno passato fogli di poesia della volta scorsa; poi tutti si sono tuffati nei venti minuti concessi al silenzio e d’improvviso, dopo aver ascoltato da Francesco Accattoli la sua poesia undereale scritta qualche mese addietro alla bottega di Macerata, è sceso su di noi come un burlesco tuono il mito in progress dell’underealismo di cui qui sotto metto qualche traccia.

VERME (di Maria Grazia Teodori)

Con gli occhi in mezzo al prato,
i fili d’erba diventano grattacieli,
in una giungla d’insetti.

Come Alice, divento piccola,
seguo la fila di formiche laboriose
o le minuscole zampine indaffarate.

Osservo un verme strisciante,
abitante di umidi sotterranei.
Si divincola senza una meta.

Un imbecille.

Arraspa a stento,
non è uno strisciante.
solo demente.

Verme,in natura ha un compito speciale,
drenare il terreno,
con il suo scavare.

Diviene esca per l’amo,
 pasto di un pesce ingannato,
cibo per un nido affamato.

Ti si dice “verme”, non quando strisci,
deficente,
quando non pensi a niente!

***

SCUOLA (di Milena Pellegrini)

Piccoli passi per il corridoio
Non si vede la fine
Altri se ne aggiungono
saluti,sorrisi
qualche cappello che vola
mani che si toccano

             Trascinano, arrancando
              i loro zaini elettrici
              le loro domande utili
              l’allegria nuvola
              Trasportano
              attimi palpitanti  e sudori  e desideri

Qualche porta si chiude
 silenzi al posto di parole
 sguardi, bisbigli
 quaderni che si aprono e si chiudono
 farfalle di felicità

               Tutti pronti
               E’ un giorno nuovo da conquistare
               Occhi che toccano
               Mani che guardano
               E’ un giorno ancora da conquistare

              Si parte

***

VOGLIO VOLEVO (di Maria Giannetta Grizi)

Voglio andare

e voglio fare

parlare parlare parlare

fare fare gironzolare

 

Voglio disegnare

prendo i pennelli

voglio i colori belli

 

ricopio guardo

non mi piace

non lo voglio

pasticcio

 

Mi disturbano

li scaccio?

no no voglio

farei anch’io

il pagliaccio

 

Gioco forte

voglio

non voglio?

Rispondo con i calci

e i lanci

 

Vuoi la punizione?

scappo

corro

vado via

che c’entra casa mia?

 

Mi rincorron

no io non voglio

son loro

a darsi più da fare

io solo fuori

voglio andare

 

Acciuffato

cane braccato

mi chiedono

mi scrutano

urlano a perdifiato

 

Ripeto a modo mio

voglio

son lì fuori

assente

volevo fare

sapete?

Quand’ero lì presente!

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Una Risposta to “Jesi, bottega di scrittura, avanza l’Underealismo – 28 aprile 2009”

  1. Maria Giannetta Grizi Says:

    Bella esperienza per riflettere ,ad ogni incontro,per un confronto.
    Mi piace essere informata su ogni iniziativa…
    Buon lavoro a tutti! Giannetta

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