Licenze Poetiche a Grottammare, 29 aprile 2009

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(da sx: Lucilio Santoni, eio, Marco Di Pasquale, Lara Lucaccioni)

Il ventinove aprile ormai sembra lontanissimo eppure non è passato poi così tanto tempo. Probabilmente lo scandire dei giorni ha un ritmo diverso nella mia mente. Comunque sia alcuni Licenziati il 29 aprile del 2009 sono scesi verso il sud della marca per affrontare una lettura, su invito di Lucilio Santoni, a Grottammare nell’ambito della rassegna che Santoni stesso cura. In un’unica macchina, la mia, sempre più vecchia e sporca il sottoscritto e Sara, Mdp and Lara Lucaccioni con l’autostrada e la pioggia che ci rincorreva, giù fino all’uscita del casello automiatizzato con un ritardo abissale consono e abitudinario. Fino ad un parcheggio di quelli lungo la statale che in estate sembrerebbero impossibile e d’inverno e primavera sono quasi desolanti.

Lucilio ci aspettava, ci ha guidato tutti per la cena velocissima e gradita e poi di corsa sorridendo curiosi fino alla biblioteca. Entrando e salendo, perchè si sale molto in questa biblioteca ho incrociato gli sguardi di alcuni probabili spettatori diffidenti e poi al culmine delle scale una classe di signore serali intente al bricolage o al cucito, da fuori non si vedeva bene. La nostra sala invece è ampia e una lunghissima scrivania separa i relatori da un pubblico di sedie bianche. Così con qualche minuto mezzora di ritardo abbiamo cominciato a parlare di poesia licenziata poeticamente. Lucilio ci ha introdotto e poi uno alla volta nell’ordine alfabetico Marco Di Pasquale, Lara Lucaccioni e io, e io, e io, eio eio eio, abbiamo parlato e letto.

Marco giocava in casa, tra il pubblico parenti e amici, attenti i primi, entusiasti gli altri. Marco accenna due parole e poi legge poesia; Lara usa meno parole e poi racconta la nuova se stessa, persino civile, con i suoi versi nuovi e pochi vecchi. Eio mi tuffo nel solito pippone sulle parole inflazionate e qualche supposto poeta locale sbuffa e si agita sulla sedia. Certo fa sempre male al cuore quando sbandiero l’inutilità dell’anima, la generica peculiarità dell’essenza, la marchiscianità dell’infinito e le croci piantate sopra all’ammmòre. Tra il pubblico Dario Ciferri in casa e Sonia Trippetta in trasferta, peccato solo la mancanza giustificata dal Comune bene di Enrico Piergallini, vice sindaco di Grottammare e poeta di cui mi sono nutrito in un passato e avevo sentore al fine di poterlo conoscere finalmente, scambiarci qualche sguardo, sorridere e disperderci tra i rocioli.

Indi al termine della serata con le corsiste di cucito ad intimarci l’uscita causa spegnimento luci abbiamo girato verso un baretto piovoso al neon dove ancora abbiamo parlato di poésia e poéti e progetti e ci siamo dati all’alcol e qualche stuzzichino finchè non è arrivata, a ricordarci l’ora, la stanchezza e siamo risaliti tutti in macchina verso il nostro micro nord a preparare piatti letterari per avventori menefreghisti e troppo occupati nel gustare coca e patatine fritte. Intanto l’autostrada ci racconta di Leda e della sua bambina di pochi mesi ed io sorrido malinconico consapevole ormai rassegnato al tempo.

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Una Risposta to “Licenze Poetiche a Grottammare, 29 aprile 2009”

  1. Sonia da Macerata Says:

    C’ero,lo confesso.
    Confesso a me e agli altri che la fatica di andare e tornare,fare e dire(tutta la mia vita che si svolge ormai nel prendere una, mille strade ,più volte al giorno,su e giù,Macerata-Fermo-Ascoli)per tenere saldi i mille fili di affetti creati,è stata ed è come sempre mi accade in questi casi,premiata.Premiata dall’approdo finale in una serata come quella di Grottammare 29 aprile 2009.
    Premiata e la storia mi dirà,Privilegiata.
    Vi sono poeti di spessore,nelle nostre Marche,ed è così tangibile la loro sensibilità e grandezza pur nell’approccio mite,nella naturale ritrosia:Alessandro Seri, ormai nome indiscutibile nelpanorama letterario marchigiano,il quale vince ogni volta la naturale propensione alla riservatezza per donarci perle di poesia civile e non solo;Marco di Pasquale,da poco premiato per una fra le poesie d’amore più belle ch’io abbia mai letto,ma pure così bravo nel descrivere i conflitti interiori dell’io che si scontra col basso quotidiano;Lara Lucaccioni,anch’essa reduce da premio letterario, poetessa struggente nel descrivere e rappresentare le angosce del nostro femminile ma,sempre dedita all’evoluzione e alla ricerca, riesce a mettere in settenari ed endecasillabi pure riverberi di angosce metropolitane. Ho scoperto una Lara dall’occhio vigile sui grandi accadimenti dei tempi nostri,una Lara che ti presenta il conto dei comportamenti umani e ti accerchia ,e non si può sfuggire.Peccato solo non poter sentire Lucilio Santoni che,dovendo organizzare, non ha potuto donarci nessuno dei suoi versi così delicati pur pregni di intento civile!
    C’era la poesia in una notte di pioggia a Grottammare,e si è fatta sentire anche sopra il ticchettio uggioso dell’acqua.
    Grottammare 29/04/2009.Ho sentito forte la fatica di staccarmi dalla serata e maledetto la convenzione del tempo che non si dilata mai per far gustare a lungo cose belle come queste.
    Bravissimo Lucilio Santoni nel radunare in una serata tre poeti ché ogni volta smuovono dentro,e mi lasciano esterrefatta nella loro capacità di scandagliare anfratti,parti recondite,l’impensato e l’inaudibile,perchè sempre chiuso a doppia mandata nelle nostre coscienze.

    Grazie

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